Azzardo, da "Mettiamoci in gioco" una nuova proposta di legge

Alcuni passi in avanti sono stati fatti, ma il giro d'affari legato all'azzardo vale ancora 100 miliardi di euro, pari al 4 per cento del pil italiano. Il 19 febbraio viene presentato alla camera  il nuovo progetto di legge formulato dalla campagna "Mettiamoci in gioco".

Azzardo, da "Mettiamoci in gioco" una nuova proposta di legge

Verrà presentato il 19 febbraio alla Camera il nuovo progetto di legge finalizzato a contrastare il gioco d'azzardo e ad arginare i profitti della criminalità organizzata che ne derivano. La proposta, formulata dalla campagna "Mettiamoci in gioco" e annunciata da Matteo Iori nel corso della terza edizione degli stati generali per il contrasto al gioco d'azzardo, esorta i candidati alle prossime elezioni a prendere provvedimenti efficaci in una materia lasciata in sospeso all'ultima Conferenza stato-regioni.

Sono quattro gli impegni richiesti: vietare la pubblicità sul gioco d'azzardo, ridurre di un terzo l'offerta complessiva delle scommesse, permettere a regioni ed enti locali di regolamentare orari e dislocazioni degli esercizi in cui si svolge il gioco e aumentare le risorse a disposizione per curare quanti soffrono di "gioco d'azzardo patologico".

Le proposte cercano di prevenire il fenomeno, fermandolo alla radice e diminuendo le poste in palio.
Franco Mirabelli, componente della Commissione parlamentare d'inchiesta sulle mafie e sulla criminalità organizzata, ha sostenuto nel presentare l'iniziativa la necessità di maggiori obblighi per la certificazione delle sale da gioco e di più efficaci poteri d'intervento per la polizia, ribadendo che l'impegno in questo campo da parte di chiunque vada al governo è d'importanza prioritaria.

Anche don Virginio Colmegna, che ha aperto il convegno contro il gioco d'azzardo tenutosi nella sede di Anci Lombardia a Milano, ha chiesto ai candidati di "metterci la faccia" e ha sottolineato che l'approccio culturale e politico per mezzo del quale affrontare il problema deve nascere direttamente dai territori.

Nonostante siano necessari ancora molti provvedimenti e il fatturato del gioco d'azzardo in Italia costituisca ancora il 4 per cento del Pil (attorno ai 100 miliardi di euro all'anno) sono stati comunque fatti numerosi passi avanti negli anni passati.

Dall'inizio della campagna nel 2012 si è ottenuto lo spostamento dell'Osservatorio sul gioco d'azzardo dai Monopoli di stato al ministero della sanità, uno stanziamento aggiuntivo di 45 milioni destinati alle regioni per la cura delle patologie legate al gioco, la limitazione della pubblicità tra le ore 7 e le 22 e l'aumento dal 13 al 19 per cento della tassazione sulle slot. Inoltre entro il prossimo aprile, secondo un decreto attuativo del governo, le slot machine dovranno essere ridotte di un terzo, un provvedimento che dovrebbe concorrere alla lotta contro il gioco d'azzardo e le mafie che sfruttano tale ambito per scopi illeciti.

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Fonte: Sir
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