Al Carmine domenica si prega la Madonna dei lumini: «Liberaci dalle pesti di oggi»

Domenica 15 ottobre nella basilica del Carmine si celebra, perpetuando una tradizione secolare, la festa della “Madonna dei Lumini”. «È l’occasione – spiega il parroco don Alberto Peloso – per chiedere a Maria di starci vicini, di liberarci dalle tante “pesti” che anche oggi appesantiscono la vita della nostra città, rafforzando la nostra capacità di lavorare gli uni per gli altri tenendo conto del bene di tutti». 

Al Carmine domenica si prega la Madonna dei lumini: «Liberaci dalle pesti di oggi»

La basilica del Carmine, tra i più antichi e suggestivi luoghi di culto del centro di Padova, è il santuario mariano della città.
Qui, ogni giorno, anche nel nascondimento, sono tanti i padovani che vengono a rendere omaggio alla Vergine.
Domenica 15 ottobre si celebra, perpetuando una tradizione secolare, la festa della “Madonna dei Lumini”, ricorrenza propriamente padovana e propriamente cittadina, che trae origine da un fatto storico ma che si rinnova continuamente come richiesta di intercessione a Maria nei confronti di Padova.

Le radici della “Madonna dei Lumini” affondano nell’estate del 1576, quando la peste faceva strage dei padovani.
Arrivato l’autunno, nella notte tra l’11 e il 12 ottobre, Maria apparve in sogno al “Capitano del popolo” e al superiore del convento del Carmine per chiedere lo spostamento di un affresco che la raffigurava da piazza Capitaniato alla basilica del Carmine.
Il muro con l’immagine della Vergine venne spostato, vegliato dalle torce e dai lumini dei padovani, e la pestilenza cessò. Da allora, la tradizione della “Madonna dei Lumini” conferma l’amicizia tra la città e la Madre di Dio.

Dal 2013, grazie all’iniziativa del parroco don Alberto Peloso, è stata recuperata la tradizione di invitare le autorità cittadine, dal sindaco all’intero consiglio comunale, per la messa solenne delle 11, quest’anno presieduta da don Marco Cagol, vicario episcopale per i rapporti con il territorio.

«È l’occasione – spiega il parroco – per chiedere a Maria di starci vicini, di liberarci dalle tante “pesti” che anche oggi appesantiscono la vita della nostra città e della società in generale, e di sostenerci nel costruire insieme una città più solidale, rafforzando la nostra capacità di lavorare gli uni per gli altri tenendo conto del bene di tutti».

Il programma

La festa della “Madonna dei Lumini” viene preparata l’11, 12 e 13 con il rosario meditato alle 18.30 e la messa alle 19.
Il 15, giorno della festa, messe alle 8, 9, 10, 11, 12.15, 17 e 19. Alle 18 la recita del rosario e la processione con le candele, nel ricordo della prima “Madonna dei Lumini” in quella notte del 1576.

Con questo momento di festa entra nel vivo al Carmine il nuovo anno pastorale.
Ogni lunedì, alle 16, riparte nella sala del capitolo, vicino al chiostro, la catechesi per gli adulti, che ogni anno raduna dai 30 ai 40 partecipanti. Tema per il 2016/17 è il libro dell’ Apocalisse , che ben si collega agli orientamenti pastorali dell’anno.

«Nell’Apocalisse – spiega don Alberto Peloso – c’è una chiesa giovane, proprio come i giovani che vivranno, anche al Carmine, il loro sinodo; c’è una chiesa che si rinnova, proprio come rinnoveremo gli organismi di comunione e c’è una chiesa fraterna, che si riconosce comunità di fratelli».

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Parole chiave: madonna-dei-lumini (1), don-Alberto-peloso (2), devozione-mariana (1), Carmine (13)
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