Mario Delpini. Ecco chi è il nuovo arcivescovo di MIlano

Venerdì 7 luglio, in contemporanea nel palazzo arcivescovile e nella sala stampa vaticana, è stato dato l’annuncio della nomina dell’attuale vicario generale della diocesi ambrosiana a successore del card. Scola. «Sono inadeguato, ho bisogno dell’aiuto di tutti», le sue prime parole. Il card. Scola: «Grande dono del papa alla chiesa di Milano e alle donne e agli uomini che abitano queste terre».

Mario Delpini. Ecco chi è il nuovo arcivescovo di MIlano

«Coloro che mi conoscono penseranno di me: è un brav’uomo, ma addirittura arcivescovo di Milano…».

Inizia così l’era di mons. Mario Delpini, nominato da papa Francesco alla guida della diocesi di Milano venerdì 7 luglio.

«Sperimento tutta la mia inadeguatezza – ha detto a caldo Delpini – e ringrazio al contempo il santo padre per la sua benevolenza». E poi ancora, sorridendo: «Una inadeguatezza che si misura anche a partire dal nome: tra i miei predecessori ci sono ad esempio Alfredo Ildefonso, Giovanni Battista, Carlo Maria, Angelo… Io mi chiamo solo Mario».

Un’inadeguatezza che sa di umiltà, quella dell’attuale vicario generale della chiesa ambrosiana, sulla quale però il suo predecessore, il card. Angelo Scola (ora amministratore diocesano) sembra avere idee differenti:

«Il santo padre – ha detto il cardinale proprio in occasione della nomina nella cappella del palazzo vescovile meneghino – ha fatto un grande dono alla chiesa di Milano e a tutti gli uomini e le donne che abitano queste terre».

Ma chi è dunque l’uomo voluto da Jorge Mario Bergoglio a capo di una diocesi che conta 1.107 parrocchie, 2 mila preti diocesani 6.800 religiosi e 5,4 milioni di abitanti sparsi su sette province?

Vescovo ausiliare da dieci anni, diventa vicario generale cinque anni fa proprio per volontà del card. Scola, che nel 2014 lo nomina anche vicario episcopale per la formazione del clero. Nato a Gallarate nel 1951 e ordinato sacerdote nel giugno 1975, mons. Delpini ha conseguito la laurea in lettere all’Università cattolica e la licenza in teologia patristica all’Augustinianeum di Roma per poi insegnare a Seveso e nel seminario di Venegono, di cui poi è stato anche rettore. Dal 1993 al 2000 è stato rettore del quadriennio teologico e poi fino al 2006 delegato vescovile per le vocazioni e i ministeri ordinati e rettore maggiore del seminario vescovile di Milano.

La sua passione per il sacerdozio e la sua dedizione ai confratelli e ai giovani che si preparano per diventarlo è dunque il filo rosso che ha legato tutto il suo ministero. Una consonanza significativa con la figura di mons. Angelo De Donatis che da maggio papa Francesco ha nominato come suo vicario generale per la diocesi di Roma.

«Sono un prete, cosa posso dire alla città? – ha aggiunto ancora mons. Delpini appena resa nota la sua nomina ad arcivescovo – Di ricordarsi di Dio, di cercare Dio. La chiesa è qui per annunciare il Regno di Dio. Milano è una città secolarizzata, ha grande rispetto per la laicità, ha fatto passi importanti di progresso. Ma senza il riferimento a Dio non c’è speranza. Vorrei che tutti avessero la certezza che Dio ci ama, ci vuole felici».

Le reazioni

Immediate le reazioni alla nomina di mons. Delpini. «Siamo molto felici – ha commentato don Virginio Colmegna, presidente della Casa della carità – Con il suo stile sobrio e concreto, mons. Delpini è stato nel corso degli anni vicino alla nostra casa, partecipando con interesse e discrezione a molte nostre iniziative, l’ultima proprio pochi giorni fa. A lui vanno quindi i migliori auguri da parte mia e di tutta la Casa della carità, per un episcopato che unisca la grande tradizione dell’arcidiocesi ambrosiana con l’idea di chiesa povera per i poveri proposta da papa Francesco».

Entusiasmo anche nelle parole del prof. Franco Anelli, rettore dell’Università cattolica che ha constatato come sia l’attuale arcivescovo sia il successore siano «illustri e stimati alunni» dell’ateneo milanese. A confermare la «particolare attenzione pastorale verso i malati e gli ultimi» di mons. Delpini è intervenuto Carlo Spinelli, presidente di Oftal Milano, mentre il presidente del Movimento cristiano lavoratori, Carlo Costalli ha assicurato: «Saremo al suo fianco in spirito di comunione nel nuovo impegno pastorale».

Colpita dalla semplicità e dall’umiltà con le quali si è presentato si è detta Comunione e liberazione attraverso il suo presidente don Julian Carrón che ha consegnato tutte le comunità sparse nella diocesi nelle mani del nuovo pastore e ha aggiunto: «Seguendo lei – conclude don Carrón – vogliamo immedesimarci sempre di più con il pensiero di Cristo in tutto ciò che facciamo, per testimoniare la gioia del Vangelo, la bellezza e la pertinenza della fede alle esigenze della vita ai fratelli uomini che incontriamo ogni giorno nei luoghi di vita, di studio e di lavoro».

Infine l’Azione cattolica ambrosiana, che nella nomina di mons. Delpini vede «la scelta precisa di papa Francesco di realizzare anche a Milano la missione evangelizzatrice ribadita nella Evangelii gaudium», ha scritto in una nota: «Un nuovo arcivescovo non può che spingere l’Azione cattolica a rinnovare le sue promesse, a ribadire il proprio impegno, a superare con più determinazione i suoi ostacoli. Il nuovo arcivescovo deve poter contare sull’Ac, sentirsi affiancato da noi nel compito pastorale e profetico che lo attende».

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Fonte: Sir
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