2018: Tanti anniversari per Padova. Dall’invasione longobarda alla fine della grande guerra

Che anniversari propone questo incipiente 2018 alla storia e alla cultura padovana e veneta? Che personaggi della vita politica, artistica, culturale, religiosa suggerisce di riscoprire o approfondire, porgendo l’occasione per ripassare, magari a salti, le glorie e le “inglorie” del passato.

2018: Tanti anniversari per Padova. Dall’invasione longobarda alla fine della grande guerra

Anzitutto, c’è la fine della grande guerra da ricordare, la pace del 4 novembre 1918 che proprio a villa Giusti fu sancita; e c’è anche il volo su Vienna del 9 agosto, che partì cent’anni fa dal campo d’aviazione di San Pelagio, a due passi dalla città del Santo. L’aviazione italiana aveva appena conosciuto il sacrificio del suo asso, Francesco Baracca, quello del cavallino rampante, e prima della fine della guerra sarà proprio uno dei protagonisti del “folle volo”, Gino Allegri, il “fra Ginepro” dannunziano, a lasciarci le penne sulle alture di Montegrotto.
Ma lasciandoci blandire dalla tentazione di rendere sistematica la casualità degli anniversari, non si può non iniziare dal 568, 1450 anni fa, con l’inizio dell’invasione longobarda. Padova verrà conquistata e distrutta solo nel 601, ma per il Veneto fu questo il vero inizio del medioevo.
Un balzo di 750 anni, e arriviamo al 1318, data d’inizio della signoria carrarese: il 25 luglio Jacopo la Carrara, 54 anni ben portati, ricevette dal consiglio il gonfalone del comune giurando di osservarne gli statuti. Quella data fu ricordata ogni anno correndo «un palio di veluto di grana per la strada di Ponte Corbo».

Allora i Carraresi erano amici della Serenissima, tanto che Jacopo sposò in seconde nozze la figlia del doge Pietro Gradenigo. Ma l’amicizia era bella e finita quando, ai tempi della guerra di Chioggia, Padova alleata ai genovesi stava per avere la meglio sulla repubblica di Venezia. Fu il capitano veneziano Carlo Zeno a salvare il Leone riconquistando Chioggia e Brondolo e la Torre di Bebe. Eppure, dopo la caduta dei Carraresi, nel 1405, il grande generale e ammiraglio fu accusato d’aver accettato denaro dai signori padovani e si fece un anno di carcere, per partire poi come pellegrino in Palestina. Tornò in patria per morire, nel 1418 (ecco l’anniversario).

In quello stesso anno moriva, con qualche margine di incertezza) un altro personaggio coinvolto, ma non travolto nella rovina dei Carraresi, quel Baldo Bonafari che insieme alla moglie Sibilla de’ Cetto, sposata nel 1390, fu il fondatore dell’ospedale di San Francesco Grande.

La storia padovana a questo punto passa sotto l’egida della Dominante, a parte la breve occupazione imperiale ai tempi della guerra di Cambrai, che si concluse di fatto il 31 luglio 1518 con una tregua quinquennale con l’impero, sfociata nella pace definitiva del trattato di Worms. Il prossimo centenario, quello del 1618, non ricorda un uomo d’armi, ma la nascita a Padova di un letterato, Carlo Dottori, poeta alla corte Estense e a quella dei Gonzaga a Mantova. Lo stesso anno, per inciso, inizia la guerra dei Trent’anni, nefasta per l’Europa.

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