2018: gli anniversari della chiesa padovana, dal Forcellini al beato Toniolo

Nei secoli restano i nomi di eruditi e pastori: il 2018 darà l'opportunità alla chiesa padovana di ricordare un gran numero di personaggi illustri, da Egidio Forcellini al beato Giuseppe Toniolo. Tanti altri, però, i nomi gloriosi che gli annali ci restituiscono.

2018: gli anniversari della chiesa padovana, dal Forcellini al beato Toniolo

Per la chiesa padovana sono almeno due i personaggi di cui il 2018 propone il ricordo anniversario, e nessuno dei due è “padovano doc”. Il lessicografo bellunese Egidio Forcellini, prete padovano e docente in seminario, autore del monumentale Lexicon totius latinitatis, scomparso nel 1768, 250 anni fa. L’economista e sociologo trevigiano Giuseppe Toniolo, laureatosi a Padova nel 1867 e subito nominato assistente, docente di economia politica dal 1873, tra gli ispiratori dell’enciclica Rerum novarum, morto il 7 ottobre 1918, cento anni fa, e proclamato beato nel 2012.

Ma non mancano, tra i docenti del seminario padovano, altri personaggi che meritano almeno una menzione nella carrellata d’inizio anno. Cominciano proprio dal 1768. Nello stesso anno del Forcellini, moriva a 45 anni, il 12 dicembre, Vincenzo Bocchini, maestro di teologia, originario di Piove di Sacco. Nascevano invece, sempre quell’anno, Gaetano Dalla Piazza, “famoso” per le sue traduzioni di molte odi di Pindaro e per aver messo in esametri latini la Divina commedia, stampata dopo la sua morte a Lipsia. Ancora nel 1768 nasceva Angelo Michelotto, uno sventurato sacerdote letterato che negli ultimi anno della sua vita, quand’era parroco di Fossò, precipitò in una profonda depressione, al punto da togliersi la vita inginocchiato davanti al crocifisso.

Corriamo avanti di un secolo. Nel 1868, 150 anni fa, morivano Vincenzo Agostini, Antonio Chinaglia e Lodovico Menin. Don Vincenzo Agostini, nativo di Enego, scrisse un trattato di teologia morale e un volumetto sulla nuova legge matrimoniale dei cattolici nell’impero austroungarico. Don Antonio Chinaglia, nato a Montagnana nel 1802, fu rettore del seminario e direttore della sua tipografia.

Più approfondito, seppur pieno di punti di domanda, il ritratto che resta di don Lodovico Menin.

E veniamo a chi nel 1868 è nato: don Marco Fabris, per più di vent’anni rettore del seminario minore di Thiene componendo per le scuole del ginnasio volumetti semplici e chiari di storia, geografia, aritmetica, geometria, grammatica latina.. Morì nel 1945.

Non resta che concludere l’elenco con due preti morti nel 1918. Angelo Pelà, fondatore, a sue spese, e direttore del patronato maschile intitolato al Santissimo Redentore, ancora attivo: morirà a soli 45 anni. Giuseppe Soldà fu nominato nel 1883 come “ispettore” della tipografia del seminario, che risanò rinnovandola.

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