Ho imparato tardi a sentire la sete, ad accorgermi del bisogno di bere del mio corpo. Da quando gli presto ascolto, ho cominciato a gustare un bel bicchiere di acqua fresca. La promessa di Dio è così: sarà saziato il nostro desiderio di giustizia, la giustizia per me, ma soprattutto la giustizia per te che non sei riconosciuto nella tua umanità, nei tuoi bisogni profondi. Giustizia è dare a ognuno ciò che gli spetta, come uomo e come donna.

Caspita, già pensare a quella ragazzina chiamata a essere la mamma di Gesù, di colui che è «nato da donna», c’è di che «far tremare le vene e i polsi», ma addirittura immaginare che sia la madre di Dio, questo è davvero un bel salto nel vuoto chiesto alla mia ragione, al mio senso pratico, alla mia esigenza di spiegare il come e il quando.