Insegnare agli ignoranti è il mio mestiere: da trent’anni accolgo bimbi di sei anni che non sanno né leggere né scrivere e li accompagno alle soglie dell’adolescenza dopo che hanno compiuto passi enormi nel sapere, nel fare, nell’essere. Eppure le cose non stanno solo così. Ignoranti è una parola bruttissima, assolutamente fuori dal nostro linguaggio, offensiva. Infatti i bimbi, con cui ogni cinque anni inizio l’avventura, non sono affatto ignoranti: possiedono già un mondo ricco di conoscenze, esperienze, emozioni, affetti.

Il fenomeno della dispersione scolastica si inserisce in un più vasto fenomeno di dispersione delle risorse dei giovani uomini e delle giovani donne nel processo di crescita ed è all’origine sia di vistosi fenomeni di abbandono scolastico sia di un ben più diffuso fenomeno di difficoltà educativa nella relazione tra giovani generazioni e mondo adulto. Tra i giovani il disagio esistenziale acuto è ormai un fenomeno che oltrepassa i limiti delle classi sociali e il “normale” disagio della civiltà che è comune a tutti gli uomini che vivono la propria esistenza cercando un significato.