La giornata di lunedì 1° gennaio

«Ti benedica il Signore e ti custodisca». «Maria da parte sua custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore». Il verbo custodire sembra fare da filigrana alla parola di Dio in questo primo giorno dell’anno. Custodire è uno dei verbi che nella bibbia raccontano il rapporto di Dio con l’uomo. Custodire è voler bene e prendersi cura. Custodire è proteggere ed essere attenti alle necessità dell’altro. Custodire è essere responsabili dei nostri fratelli.

La giornata di lunedì 1° gennaio

«Ti benedica il Signore e ti custodisca». «Maria da parte sua custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore». Il verbo custodire sembra fare da filigrana alla parola di Dio in questo primo giorno dell’anno. Custodire è uno dei verbi che nella bibbia raccontano il rapporto di Dio con l’uomo. Custodire è voler bene e prendersi cura. Custodire è proteggere ed essere attenti alle necessità dell’altro. Custodire è essere responsabili dei nostri fratelli. Così la benedizione di Aronne non è solo un augurio per questo 2018 che comincia, ma mi dice che davvero ogni giorno Dio mi benedice, mi custodisce, rivolge il suo sguardo su di me e, soprattutto, mi dona la sua pace. Sta a me accoglierla, sta a me realizzarla diventando io stesso custode dei miei fratelli. Per Maria custodire è proteggere quello che non comprende, è riconoscere che Dio è entrato nella sua vita, anche se non si sente pronta, anche se le sembra impossibile. La nascita di un figlio, del primo figlio, sconvolge la vita di tutte le donne. C’è un prima e c’è un dopo in cui tutto cambia. Quella notte il cuore di Maria sarà stato affollato come il cuore di tutte le mamme. Per un attimo la visita dell’angelo, il saluto di Elisabetta, il lungo viaggio verso Betlemme, saranno passati in secondo piano di fronte alla commistione di gioia grande, ma anche di dubbi e timori che ogni nascita porta con sé. Ed è al cuore già straripante che arrivano le voci di questi uomini sconosciuti. Loro, i pastori, gli uomini che vivevano ai margini, arrivano lodando Dio e raccontando di segni grandiosi nel cielo. Il cuore allora deve far posto a quest’altra grande consapevolezza: quel bambino è il Salvatore di Israele, quel bambino è il Figlio di Dio disceso sulla terra. Non solo madre, ma madre del Salvatore, madre di Dio. In questo turbinio di emozioni il rischio di smarrirsi è grande: il rischio di essere schiacciata da un evento che cambia la storia, il rischio di perdere, nella chiassosa gioia di quella notte, i tratti del progetto meraviglioso che Dio ha per lei e per tutti gli uomini. Maria rinuncia a capire tutto e subito: mette da parte, conserva e custodisce per poi meditare, ricomporre e mettere insieme (symballein). Penso che l’esempio di Maria interpelli anche me a custodire e mettere insieme le cose grandi che Dio sta facendo anche nella mia vita. Anch’io sono chiamato a non dover per forza capire tutto e subito: mi si chiede di aspettare un po’ e di prendere del tempo per leggere la filigrana in controluce. A me è sempre piaciuto pensare alla vita come a un fiume che alterna momenti di calma piatta a tratti di corrente impetuosa in cui gli eventi si succedono a ritmo frenetico, in cui in pochissimo tempo la vita cambia, in cui, proprio come se fossi sballottato nelle rapide, fai quasi fatica a capire dove siano l’alto e il basso. I tratti di calma piatta servono a riprendere l’assetto, a capire cos’era successo quando il fiume ti faceva correre. Questi momenti però, come accade a Maria, vanno custoditi, quasi conquistati. Una delle esperienze che più mi hanno segnato sotto questo aspetto è stata l’Albero di Zaccheo, un cammino per giovani in cui eravamo invitati a pregare con l’agenda in mano, andando a cercare nel nostro quotidiano le tracce del passaggio di Dio nel mese precedente. In questi giorni a cavallo di capodanno c’era lo “Zaccheo dell’Anno” una serata in cui riprendere in mano tutto l’anno passato e «mettere insieme». Seduto da solo, in una basilica di cui non si vedeva il soffitto e sembrava quasi di avere per tetto il cielo, mi è capitato di cogliere tante sfumature nella mia storia, tante coincidenze che forse coincidenze non erano. Oggi allora mi propongo di iniziare questo 2018 conquistandomi del tempo per custodire e “mettere insieme”. Maria ha dovuto capire come trasformare l’essere madre in essere madre di Dio. Io, non da meno, sono chiamato a vivere e leggere la mia storia da figlio di Dio. 

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