Un pane di 130 anni

Se ci dessero un pezzo di pane vecchio di centotrent’anni non avremmo nemmeno il coraggio di guardarlo. Nel caso dell’Associazione si tratta di un miracolo! Non un miracolo di conservazione, ma di perseveranza.

Un pane di 130 anni

Sono 130 gli anni trascorsi da quando don Antonio Locatelli nel 1887 ha cominciato l’opera di distribuzione giornaliera del “pane ai poveri” nella città di Padova, rifacendosi alla nota generosità di una mamma il cui bambino era stato risuscitato da Antonio.
Centotrent’anni di bene e di condivisione resi possibili dalla carità di migliaia di benefattori. Lo voglio ricordare proprio in occasione della grande festa di giugno perché si tratta di un piccolo grande miracolo: sia la continuità nel tempo sia la carità donata.

Nel sito della nostra Associazione (www.santodeimiracoli.org) trovate una bella intervista che Telepace ha realizzato ai volontari della distribuzione in occasione della ricorrenza.

Si tratta di un segno, di una goccia che non risolve certo i problemi delle famiglie. È un piccolo miracolo di attenzione e di solidarietà che vorremmo diventasse sempre più grande.

Volontari e Suore elisabettine si dedicano a questo servizio.
Donne, uomini, mamme, italiani e stranieri si avvicendano nei locali per accogliere un pane ancora caldo e fragrante come appena sfornato.
È una gioia vedere volti di ogni colore che si illuminano, si salutano, si augurano buona giornata.
Un pane che viene anche distribuito a diverse istituzioni della città, come le cucine popolari, la Casa del fanciullo dove altri attendono un segno di speranza.

Sarebbe bello allargare ad altre forme di solidarietà questo gesto della condivisione. Perché altre sono le povertà oggi e qualche pagnotta non attenua i problemi. Ci piacerebbe estendere la rete di aiuti con la distribuzione di buoni pasto, di borse spesa, di ricariche telefoniche per mantenere i contatti tra le famiglie... affinché l’Associazione possa continuare a essere un segno di speranza in forme anche nuove e rispondenti alle necessità attuali.

Sant’Antonio soleva dire nei suoi sermoni che il povero è colui che «poco può e poco ha» e che «il profumo dell’elemosina edifica il prossimo, perché ne riceve buon esempio e glorifica Dio, mentre l’anima di colui che dà si consola nella speranza di riceverne il frutto nella vita eterna».

Il pane oggi lo stiamo anche spezzando per i bambini del Kenya sostenuti dalla Associazione Saint Martin di Nyahururu e nella regione del Tamil Nadu in India con la costruzione di una casa per gli anziani di cui abbiamo dato ampia relazione nei numeri precedenti della rivista.
È anche questo un pane che continua a essere spezzato, condiviso, portato dove c’è il sogno di una vita migliore e di un futuro sereno.

I miracoli non sono solo quelli che fanno i santi, ma le opere che insieme riusciamo a realizzare nel nostro piccolo. Sono prodigi quotidiani, continui, quasi nascosti, ma che risollevano, guariscono, ridanno vigore.

Come una signora che ha rinunciato a una eredità che le aveva lasciato un’amica e l’ha destinata ai poveri. Oppure un’altra del milanese che ha contribuito a Natale con due donazioni mirate ai progetti accennati sopra.

Grazie a tutti voi che partecipate a questa meravigliosa rete di solidarietà.
È un pane che ha centotrent’anni, ma che non invecchia e mantiene una fragranza che sa di carità vera.

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