Da 130 anni, riflessi di santità

Quello che si apre è un anno davvero significativo per l’Associazione Universale di Sant’Antonio. Ne sono, infatti, passati ben 130 da quando è uscito il primo numero della rivista “Il Santo dei miracoli”. Altre le forme, diverso lo stile, ma l’intenzione degli inizi è rimasta. Una lunga storia realizzata negli anni, pagina dopo pagina, dal fondatore don Antonio Locatelli, prima, e dai direttori che si sono succeduti (mons. Guido Bellincini, mons. Giovan Battista Brotto Bertoncello, mons. Antonio Dissegna, mons. Antonio Barbierato).
Una storia fatta anche dagli aderenti, da voi associati e associate che avete permesso, mese dopo mese, di continuare a diffondere ininterrottamente le parole e la spiritualità antoniana. Un grazie sincero a tutti.

Da 130 anni, riflessi di santità

Nelle rubriche della rivista hanno trovato spazio riflessioni, commenti, proposte, segnalazioni, risposte, sorrisi e lacrime, miracoli e suppliche...
Pagine che hanno raccontato storie di vita, esperienze, sogni, promesse, delusioni. Un po’ come i giorni di un anno, che presentano tante situazioni e opportunità di cui solo il tempo disvela il contenuto e il significato. Anche in questo 2018 che si apre, continua l’avventura in compagnia del Santo dei miracoli. Nome più appropriato non poteva essere riservato alla rivista. Perché sant’Antonio è conosciuto e invocato soprattutto per i miracoli: per quelli ufficiali e per quelli quotidiani, sperimentati da tanti lettori.

È per me sempre fonte di stupore essere testimone di racconti e di eventi di chi ha sentito e assaporato la protezione del Santo: chi ha ritrovato il lavoro, chi è guarito da una malattia, chi si è riconciliato con i parenti, chi ha superato una visita medica dall’esito incerto... Testimonianze di fede di madri, nonni, giovani, coppie che riconoscono di aver bisogno di aiuti dall’alto, di chi si abbandona fiducioso alla Provvidenza.

Mi chiedo fino a che punto sant’Antonio possa interessarsi anche delle più piccole situazioni di difficoltà che gli presentiamo.
Non lo facciamo apparire un distributore di grazie? La richiesta di aiuto rimane sempre un segno di fede: ci si affida a qualcuno che non si vede e non si ode, ma del quale si ha fiducia. L’effetto di una medicina è più immediato; l’attesa di un aiuto dall’alto richiede speranza, fiducia, abbandono.
Le grazie materiali e spirituali sono sempre dono di Dio, mediate dall’intercessione di coloro che contemplano notte e giorno il suo volto e dai segni sacramentali che la Chiesa custodisce.

I santi sono nostri fratelli e sorelle, comprendono le fatiche del vivere perché già sperimentate.
Dal cielo riflettono sulla terra la natura intima di Dio che è misericordia. La luce del Padre si rifrange nell’animo limpido e trasparente della santità realizzata in vita per illuminare le strade del mondo già percorse dai loro passi. Il riflesso del Sommo Bene ci giunge attraverso l’intercessione di questi nostri amici nei quali confidiamo. Il legame spirituale che ci unisce ci sproni a vivere l’esistenza come loro l’hanno vissuta: nella ricerca e nella adesione alla volontà di Dio.

Ogni giorno di questo nuovo anno che si apre possa farci risentire i passi del nostro sant’Antonio e attraverso la sua intercessione possano giungerci i raggi della benevolenza divina. Le pagine di questa rivista saranno compagne di viaggio per ricordarci che la fede va coltivata, arricchita, motivata e così ottenere ciò che desideriamo di bene per noi e i nostri cari.

La fede saprà riconoscere e accogliere la benevolenza e la misericordia del Padre verso le sue creature.
Buon inizio di anno nuovo!

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