Il Cuamm, in collaborazione con Unicef e le autorità locali, rafforza la sua presenza nel nord dell'Uganda per venire incontro alle esigenze sanitarie dei rifugiati dal Sud Sudan e della popolazione residente.

Con il referendum dello scorso 25 settembre il popolo curdo ha impresso una svolta cruciale alla sua storia recente. Ma la nascita di un Kurdistan indipendente rischia di "terremotare" l'intero Medio Oriente, suscitando la dura reazione della Turchia. Cautela dagli Stati Uniti, mentre il parlamento di Baghdad approva l'invio di truppe.

A Lione il vertice italo-francese presieduto dal presidente Macron e dal primo ministro Gentiloni, ha trovato una soluzione per la vicenda Fincantieri STX che aveva visto il presidente Macron proporre la "nazionalizzazione preventiva". L'accordo, che vede un 51% a Fincantieri grazie a un "prestito" dello Stato francese, dovrebbe portare alla realizzazione di un colosso della cantieristica mondiale. Anche la prosecuzione della tav Lione-Torino ha trovato il consenso dei due leader. L’intesa potrebbe porre le basi di un nuovo rapporto tra i due stati per avere maggior peso di fronte alle difficoltà interne della Germania.

Proseguono in Iraq, nelle zone ancora controllate dall’Isis, le battaglie guidate dalle truppe governative contro i miliziani dello Stato islamico. La regione di Hawija, 240 chilometri a nord della capitale Baghdad, è da più di due settimane l’epicentro di una grande offensiva per “stanare” le ultime cellule terroristiche. E la crisi militare dell’Isis è strettamente correlata anche ad aspetti economici e in particolare al contrarsi delle sue disponibilità finanziarie. 

Condomini dai muri scrostati, finestre senza vetri, molti rifiuti agli angoli delle strade. Siamo nella periferia est di Madaba, a 45 chilometri dalla capitale giordana di Amman. Accanto a ciò che resta di un piccolo cancello arrugginito ci aspetta Aziza. È una dei quasi 660 mila rifugiati siriani in Giordania registrati all’Alto commissariato Onu per i rifugiati (Unhcr). A questi si aggiungono circa 850 mila siriani clandestini, per un totale di oltre un milione e mezzo di persone, la cui vita non conosce ancora che una esile parvenza di normalità.

Vinto, Angela Merkel in verità ha vinto. Come pronosticato da almeno sei mesi, la sua Cdu ce l’ha fatta a guadagnare più voti di tutti (32,8 per cento) e sarà lei a provare a costruire il suo quarto governo di fila. Ma Merkel ha vinto male, e questo risultato peserà ora in sede di formazione del governo e poi negli anni a seguire.

A tre anni dalla fine della guerra tra Israele e gruppi armati palestinesi di Gaza, durata dall’8 luglio al 26 agosto 2014, sono ancora 29 mila (oltre 5.500 famiglie) le persone sfollate. Almeno 200 mila i bambini bisognosi di supporto psicologico.

Sulla (non troppo) immaginaria carta geografica d’Europa disegnata da Jean-Claude Juncker sono indicati Stati e città rigorosamente divisi – come si farebbe sulla lavagna scolastica – tra buoni e cattivi. Lo si è visto piuttosto chiaramente il 13 settembre quando, a Strasburgo, nella sede del Parlamento Ue, il presidente della Commissione ha presentato il suo Discorso sullo Stato dell’Unione, con l’analisi dell’attuale situazione della “casa comune” e i possibili scenari, progetti e azioni per il futuro.

Il referendum per l’indipendenza della Catalogna, che dovrebbe svolgersi il prossimo 1° ottobre, rischia di condurre la Spagna alla guerra civile. Se davvero i catalani si recheranno a votare per staccarsi dal potere statuale di Madrid, infatti, le probabilità che il governo centrale decida di usare la forza dell’esercito si farebbero davvero concrete. Specie dopo l'arresto di 14 alti funzionari del governo regionale.

Il 24 settembre 61 milioni e mezzo di tedeschi voteranno per il rinnovo del Bundestag. L'esito secondo i sondaggi appare scontato con la Cdu di Angela Merkel in vantaggio col 38 per cento delle preferenze, anche se resta l'incognita sulla composizione della coalizione. Sull'onda emotiva degli attentati di Barcellona sale all'11% l'Afd, il partito di estrema destra con cui nessuno vuole governare.