«È diritto dell’anziano restare nella propria casa mantenendo una famiglia e una rete di relazioni significative». Lo afferma con forza da oltre quindici anni l’associazione Anziani a casa propria, dall’utopia alla realtà, nata a Padova il 24 ottobre 2001 per promuovere a ogni livello la cultura della solidarietà tra generazioni.
Lo ribadisce la nuova legge regionale, in partenza con le prime sperimentazioni di piccolo affido, affido di supporto e affido di convivenza a cui è dedicata la copertina della Difesa di questa domenica.

Charlie Gard è volato in cielo. La sua drammatica vicenda è un inno alla preziosità della vita, anche della più fragile, oltre a riaprire il dibattito sull'eutanasia. Gli interrogativi si affollano. Quando un'esistenza umana viene percepita solo come sofferenza è giusto andare avanti solo per puro amore della vita? «S'intravvede qui uno dei problemi morali più complessi e delicati del nostro tempo», scrive il teologo Giuseppe Trentin.

Un cittadino su cinque in provincia di Padova ha più di 65 anni – e di questi il 57 per cento è donna – mentre meno di un padovano su 7 ha meno di 14 anni (fonte Istat). Un dato che in termini assoluti significa decine di migliaia di persone, basti pensare che nell'ultimo decennio i soli ultraottantenni hanno toccato quota 60 mila. È una fascia di popolazione consistente che nell'estate attraversa forse il periodo più difficile dell'anno per la mancanza di servizi, oltre che per le condizioni climatiche. Per questo Auser, che nel Padovano segue ben 8 mila anziani, ha lanciato “Aperti per ferie”, iniziativa nazionale che ha l'obiettivo di sconfiggere il caldo e la solitudine 

Famiglie a servizio di altre famiglie. Nella comunità, nella città, nei molti snodi della quotidianità. Sono sposi consapevoli di aver detto un "sì", il giorno del loro matrimonio, che non rimane chiuso nei confini della coppia o tra le mura domestiche. Sono mariti e mogli che si mettono a disposizione e sono pronti a partire per il nuovo biennio formativo che una rinnovata équipe dell'ufficio di pastorale  della famiglia ha messo a punto.

Sono 27 i giovani padovani che tra fine luglio e settembre partiranno per un'esperienza missionaria. Sono i ragazzi che durante l’anno hanno frequentato “Viaggiare per condividere” con il centro missionario diocesano e ora coronano il cammino toccando con mano l’incontro con l’altro. Prima delle periferie del mondo, si sono spinti alle periferie di loro stessi per imparare ad ascoltare e fare tesoro di ciò che vivranno.

Un gruppo di giornalisti italiani ha visitato nei giorni scorsi Pescara del Tronto per toccare con mano le ferite profonde lasciate dal sisma del Centro Italia. «Il dopo terremoto fa emergere tutta la rabbia – ha detto il vescovo di Ascoli Piceno, mons. Giovanni d'Ercole, guida d'eccezione – Dal terremoto non si rinasce ma si nasce. È un’altra cosa, perché dentro cambia qualcosa»

Lette a una settimana di distanza, le recenti amministrative consegnano al Paese una duplice certezza. Anzitutto, il centrodestra c'è e dove si presenta unito vince. In secondo luogo, i primi cittadini a tutte le latitudini della Penisola si presentano sempre più come alfieri di un civismo tutto da interpretare e sempre meno come alfieri di un partito. Il caso Padova, con la vittoria del ticket Giordani-Lorenzoni, sta assurgendo a livello nazionale come laboratorio da studiare, specie per quanto riguarda un centro sinistra appannato, in preda a continue lotte intestine. Ma a Padova, per la nuova amministrazione il bello viene adesso. Ecco alcune delle sfide più importanti del quinquennio che si è appena aperto.  

Cosa ne sarà dei figli “dopo” è un timore comune a tutti i genitori che si avviano alla vecchiaia. Il timore diventa forte preoccupazione e angoscia se i figli hanno necessità particolari per una qualche forma di disabilità. È per questo che le associazioni di familiari e le altre realtà del terzo settore impegnate nell’ambito della disabilità da sempre combattono per avere riconosciute, a livello giuridico, forme di tutela e garanzia per i propri figli e assistiti. La legge tanto attesa è arrivata nel giugno 2016: è la  112/2016, meglio conosciuta come “Legge sul dopo di noi” ma, come troppo spesso succede nel nostro paese, i tempi di applicazione si stanno dilungando un po’ troppo con il risultato che, a oggi, la situazione è ancora pressoché ferma. Ne abbiamo parlato con Francesca Succu dell'associazione Amministratore di sostegno e con due realtà del territorio come il Progetto insieme di Noventa Padovana e l'Anffas di Conselve

Pane del corpo, pane dello spirito. S'intitola così il messaggio che il vescovo Claudio ha rivolto alla città in occasione della festa di sant'Antonio, presentando le due novità che caratterizzeranno la giornata di domenica 18 giugno: la riapertura della chiesa del Corpus Domini con il ripristino dell'adorazione perpetua (pane dello spirito) e la nascita di una fondazione canonica che gestirà d'ora in poi le cucine economiche popolari (pane del corpo). Due segni della nostra chiesa che si sostengono a vicenda e che indicano la strada di un fecondo rapporto con la città.  

Sarà Maria la protagonista del Giugno antoniano 2017. E sono due centenari significativi a motivare la scelta dei frati della Basilica del Santo: i centro anni dalle apparizioni di Fatima e della fondazione della Milizia dell'Immacolata voluta da san Massimiliano Kolbe. «Ci è sembrato interessante questo filone mariano – spiega padre Oliviero Svanera, che partecipa al suo primo Giugno come rettore della basilica – perché coniuga fede, cultura, arte con delle manifestazioni che permettono di leggere la proposta antoniana attraverso percorsi di bellezza, di riflessione, di celebrazione».
In allegato alla Difesa di questa settimana, un inserto di otto pagine dedicate alle proposte di fede e di arte organizzate in occasione della festa del 13 giugno.

Generosità e gioia per essere veri preti. Domenica 4 giugno, solennità di Pentecoste, il vescovo Claudio ordina otto presbiteri: cinque diocesani e tre religiosi (alle 16.30 in Cattedrale). Il rettore del seminario, don Giampaolo Dianin, consegna loro – e a tutta la diocesi – le parole del vescovo Gualtiero Sigismondi, presidente della commissione episcopale per il clero, che cita don Mazzolari: «Il prete è folla, pastore, eremita».

La copertina del numero che troverete in edicola da domani, sabato 27 maggio, ci riporta a giovedì della scorsa settimana, quando un centinaio di preti della diocesi sono stati ospiti del Centro di Conetta dove sono oggi ospitati oltre 1.200 richiedenti asilo e migranti. Una giornata per toccare con mano la loro situazione, incontrare storie, volti, sentimenti... oltre gli stereotipi e le strumentalizzazioni. Un momento formativo importante, anche per alimentare quell'accoglienza diffusa che vede oggi 120 richiedenti asilo accolti da 22 comunità parrocchiali.

La copertina del numero che troverete in edicola da domani, sabato 20 maggio, è un doveroso omaggio ad Antonio Papisca. Una vita spesa ai massimi livelli accademici e istituzionali nel nome della pace e dei diritti umani, che si è conclusa nel pomeriggio di martedì 16 maggio. La sua voce, di uomo di cultura e di fede, è stata un appello continuo per l'umanizzazione della politica e delle istituzioni internazionali. Mancherà nel mondo della "terza guerra mondiale a pezzi", come la chiama papa Francesco, nel quale i diritti fondamentali rimangono lontani nell'orizzonte per molti uomini e donne, specie migranti.

Più sobri, più solidali. Crescono i contribuenti che scelgono di devolvere l'otto per mille alla chiesa cattolica. Al di là del "fascino" esercitato da papa Francesco e dei molti falsi scoop sulla disaffezione, sono ancora molti evidentemente gli italiani che apprezzano l'azione delle parrocchie italiane, accanto ai poveri, nell'educazione dei piccoli, nella formazione degli adulti. Una carità concreta che ha bisogno di quella trasparenza verso cui la chiesa di Padova ha virato decisamente con la pubblicazione del proprio bilancio, una prima volta che si ripeterà d'ora in poi ogni anno.