Premio della bontà, ecco i vincitori. Oggi la cerimonia

Provengono da tutta Italia i vincitori delle tre sezioni previste dal premio. E da diverse scuole e classi. Per ogni sezione un vincitore per la scuola primaria, per la secondaria di primo grado e la secondaria di secondo grado. Menzione speciale nella sezione multimediale. Doppia cerimonia di premiazione: il 20 maggio, l'appuntamento civico, alle ore 20,30 all'auditorium Pollini di Padova con i Pollicini junior. Il 21 invece quello religioso con la messa alle ore 11 in Basilica del Santo.

Premio della bontà, ecco i vincitori. Oggi la cerimonia

Tre le sezioni del premio e di diversa provenienza i vincitori: da Genova a Monselice, da Cantù a Pinerolo o Padova, fino ad arrivare a Salerno, Pordenone e san Severino Marche.
Nella sezione narrativa, per le scuole secondarie di secondo grado, ha trionfato Maddalena Terraneo, classe V. La vincitrice si è chiesta cosa non la lascia indifferente: «Ho pensato subito alla natura – racconta – e alla bellezza del creato e poi a cosa non mi lascia indifferente in una persona. È un tema che riguarda un po' tutti, anche nel nostro vivere quotidiano».
Nel suo testo conclude dicendo che “l'uomo è fatto per amare la bellezza, anche quella più nascosta, sia essa in un paesaggio o in una persona. Questa è per me l'unica cura per guarire dal male dell'indifferenza: percepire ciò che di bello v'è nell'altro e che può essere condiviso, come accade soltanto fra due persone che riconoscono nell'altra la dignità dell'uomo”.

Anche nei due disegni, quello di Lavinia Beggiato, classe IV della scuola primaria Bianchi Buggiani di Monselice e Angelica Bonino della prima media dell'istituto Maria immacolata di Pinerolo, emerge l'aspetto della dignità.

I disegni sono accomunati da due grandi alberi salvifici: nel primo è rappresentato un barcone con tanti volti diversi che chiedono aiuto. Nel secondo tre bambini in difficoltà. In entrambi è un grande albero, con tanti rami avvolgenti, che porta aiuto e salva le persone, proprio come nelle parole di papa Francesco.

Nella sezione multimediale, un vincitore e una menzione d'onore.
Entrambi padovani, ma con età diverse, Alessandro Bortolazzo, IV elettrotecnica dell'istituto Marconi e gli alunni della quinta elementare dell'istituto Vendramini, hanno realizzato storie adeguate all'età e molto intense.
«Ho incentrato il progetto – racconta Alessandro Bortolazzo – sulle opere di misericordia, il vaccino contro l'indifferenza. Ho individuato realtà diverse: il centro di raccolta di generi alimentari della parrocchia di san Carlo Borromeo, l'Associazione volontari ospedalieri, e il progetto “la scuola entra in carcere, il carcere entra a scuola”. Ho fatto alcune riprese anche in cimitero e alla casa di accoglienza san Camillo».
I bisognosi, gli ammalati, i carcerati, i morti, i pellegrini, gli ignudi: questi i volti dell'indifferenza individuati dal vincitore.

La menzione d'onore è andata ad una storia di fantasia, ma con basi concrete: i bambini, guidati dall'insegnante di informatica e tecnologia, suor Marilena Carraro, hanno elaborato un filmato sulla storia di una farfalla colorata alla quale si rompe un'ala. Le sue amiche, inizialmente indifferenti, pian piano perdono i colori e la capacità di volare. Una lacrima curerà l'ala rotta e farà tornare la vivacità.

«La vera protagonista – spiega suor Marilena – è proprio la lacrima che fa aprire gli occhi del cuore. La farfalla si presta facilmente al tema della bellezza, fragilità, libertà e possibilità di scegliere. La bellezza appartiene ad ogni essere umano perché immagine di Dio. Così la fragilità fa parte dell'esperienza umana. L'indifferenza all'altro nasce dalla fragilità che ognuno ha in sé e conduce a non riconoscere la bellezza che abita in ogni uomo. Il tema dell'indifferenza è stato interpretato dai ragazzi sotto diversi punti di vista, dall'avere fiducia in se stessi all'aprirsi ai bisogni dell'altro, credere nei piccoli gesti, conservare spontaneità e stupore, pensare positivo».

Ferie donate alla collega. Il premio collettivo alla Brenta Pmc di Molvena

“I colleghi del cuore”: così sono stati definiti i dipendenti della ditta Brenta Pmc di Molvena, a Vicenza che, con l'amministrazione, hanno ricevuto il premio collettivo della bontà.
Donando l'equivalente di 10 mesi di ferie, più una ulteriore settimana aggiunta dall'azienda, hanno permesso alla collega Michela Lorenzin di stare vicino a Nicole, la figlia di 6 anni affetta da una grave disabilità.

Un gesto disinteressato che ha permesso alla mamma di stare accanto alla sua piccola e tenerla fra le braccia fino a quando purtroppo la sera della vigilia di Natale è mancata.

«Il dolore per la perdita di un figlio – scrive in una nota Michela Lorenzin – è un sentimento che scava nella profondità dell'anima, ma proprio in questo momento così difficile, il gesto dei miei colleghi mi ha fatto credere ancora nella speranza. Donandomi le loro ferie hanno fatto un grande gesto di umanità». Un gesto che si è dimostrato contagioso: in un'altra azienda del vicentino i dipendenti hanno donato un giorno di ferie ciascuno ad un collega colpito da aneurisma.

«Mi hanno permesso di vivere intensamente gli ultimi mesi di vita di mia figlia – continua Michela – senza preoccuparmi d'altro, togliendomi così il grande peso della sensazione di isolamento della malattia, influendomi una grande forza per affrontare questo percorso così doloroso e inconcepibile per un genitore. Ai miei colleghi – conclude – che continuano a sminuire il loro gesto, vorrei dire: non fate così. Se oggi sono ancora una persona che crede nella gioia della vita è grazie anche a voi». 

Il premio individuale della bontà è stato assegnato a Riccardo Meggiorini, “attaccante contro l'indifferenza”.

Giocatore del Chievo Verona dal 2014, nato nel 1985 a Isola della Scala, alla fine della sua prima stagione viene premiato con il “Cangrande del Bentegodi”.
Con la sua grinta e tenacia è diventato un beniamino per i tifosi gialloblu.
L'attaccante è stato scelto “per il coraggio dimostrato nell'affrontare sotto casa l'aggressore di una giovane donna, noncurante del rischio che avrebbe corso, ma desideroso di difendere l'integrità e la dignità di un essere umano a lui prima sconosciuto. Svegliato nella notte dalle urla di una donna aggredita, non ha esitato a scendere in strada per immobilizzare l'aggressore”.

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