Per la prima volta la volontà della persona disabile e della famiglia in merito al “Dopo di noi” ha assunto valore giuridico con la norma approvata lo scorso anno. Ora si attende che anche il Veneto renda finalmente operativa la 112/16. Francesca Succu, presidente dell'associazione Amministratore di sostegno, ne spiega i contenuti.

Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legislativo. Il beneficio economico va da un minimo di 190 euro a un massimo di 485 per circa 660 mila famiglie. Il ministro Poletti: "I due pilastri del provvedimento sono il sostegno al reddito e l'inclusione con la presa in carico". Nel 2016 l'11,9% delle famiglie italiane si è trovata nelle condizioni di grave deprivazione materiale.

Ad un anno dalla legge che incentiva questo sistema virtuoso, si parla di un incremento del 30% di derrate alimentari salvate dai rifiuti. Tra le città italiane, Verona può dirsi senza dubbio all’avanguardia: dal 2008 infatti è attivo in città e provincia il progetto Rebus (Recupero eccedenze beni utilizzabili solidalmente), una rete locale di solidarietà capitanata dall’Acli scaligera e che coinvolge istituzioni e mondo profit e non profit.

Vari enti di servizio civile stanno segnalando un numero di candidature molto basso e in linea con quelle dello scorso anno, quando il Dipartimento del Servizio civile dovette procrastinare la scadenza del bando. Quest’anno poi c’è numero molto più ampio di posti da coprire: +35% rispetto al 2016.

Alle Acli nazionali sono stati assegnati 680 volontari per l’annualità 2017/18. Dieci di loro sono stati affidati alle Acli provinciali di Padova e saranno destinati a quattro progetti per i quali è possibile presentare domanda fino al 26 giugno: “Perle di sport” a cura dell’Us Acli di Padova, “Studio, ergo sum” a cura dell’Enaip di Padova, “Legalmente” a cura delle Acli di Padova e “Diretti ai diritti” a cura del patronato delle Acli di Padova.

Con la nuova formulazione potranno accedere anche giovani non italiani dell’Unione europea e fuori dall’Ue se residenti in Italia. Il servizio sarà tra gli 8 e i 12 mesi con una paga mensile, da aggiornare con le stime Istat. Il periodo sarà poi riconosciuto sia come crediti formativi universitari sia per il curriculum vitae lavorativo.
Ma si ribadisce in modo chiaro che le attività svolte in questo tempo non potranno in alcun modo sostituire quelle lavorative. Per questa ragione, oltretutto, è stato fissato un numero massimo di 25 ore settimanali.

C'è tempo fino al 26 giugno per inoltrare domanda da parte dei giovani dai 18 ai 28 anni. Dalla Comunità papa Giovanni alla Croce verde fino ai caschi bianchi in Uruguay con l'associazione Amici dei popoli, ecco una carrellata dei progetti di servizio civile nazionale giunti in redazione alla Difesa.

Tante, diverse e sempre più attive. Sono le tante iniziative sul tema e le fattorie sociali attive in Italia dagli anni '90 ad oggi, ma ancora non è semplice fare un quadro nazionale esaustivo. L’analisi di Welforum: “Bello immaginare una rete nazionale che concorra all’economia sociale di mercato”.

A undici anni di distanza dalla nascita di questa tipologia di imprese, che aveva allora suscitato grandi speranze, viene fatto un primo bilancio che appare poco confortante. A fine 2016 le imprese sociali registrate in Italia erano solo 1.367, a fronte di un totale di oltre 6 milioni. Occupavano 16.474 addetti, con una media di 12 addetti per impresa. Adesso il governo interviene, cercando di correggere i problemi più evidenti della normativa. Basterà?

La Commissione Ue ha deciso lo stanziamento di 58,2 milioni di euro a favore dell’Italia: un contributo d’emergenza per rispondere alle necessità poste dal flusso dei migranti che raggiunge la penisola e che fa salire l’aiuto complessivo a 147,6 milioni. Un aiuto concreto, ma che non basta a fronte della paralisi dei ricollocamenti.