Siamo capaci di pensare insieme?

Pensare insieme è una sfida apparentemente insormontabile, specie per una società che corre frenetica a tutti i livelli ogni giorno. Eppure si tratta di una necessità per un Nord Est che voglia affrontare il futuro in maniera efficace.

Siamo capaci di pensare insieme?

Più che una domanda retorica, un’inutile provocazione, un interrogativo inquietante, la cui risposta però non può essere che «sì». La questione sorge “sfogliando” le pagine di questo numero di Toniolo Ricerca. Che si parli di banche, di sviluppo del Nordest, di Etica civile, di norme per l’ambiente o di relazioni internazionali, sotto i riflettori rimane la capacità di pensare insieme, di progettare in forma comune, di cooperare per il bene comune.

Una capacità di cooperare che pare demolita dalla recente riforma del credito cooperativo imposta d’imperio, come spiega Alberto Lanzavecchia (con Giulio Tagliavini) nella sua lettura di una legge che di fatto ha spazzato via 360 tavoli di democrazia diretta dal territorio: tanti quante erano le banche di credito cooperativo fino alla fine dello scorso anno.

Ma “insieme” è la parola chiave anche per il Nord Est, se vuole vincere la sfida che ha di fronte, stando al Rapporto 2016 della Fondazione Nord Est commentato Paolo Giaretta. Iniziative spot e finanziamenti a pioggia hanno fatto il loro tempo: serve una risposta sistemica che unisca istituzioni, industriali, terzo settore e anche la Chiesa.

Un “insieme” di istituzioni e singoli privati stanno camminando verso il 2017 quando un evento pubblico milanese sarà il fulcro del secondo Forum di Etica civile, spiegato da Simone Morandini e promosso dalla fondazione Lanza.

Persino il collegato ambientale (la legge in materia ambientale licenziata a fine 2015 dall’esecutivo) spinge sorprendentemente gli italiani alla collaborazione, allo scambio, alla condivisione: Matteo Mascia ci racconta come la norma rappresenti lo sbarco, finalmente anche in Italia, dell’economia circolare basata su riciclo e riuso, e incentiva anche il baratto.

Infine le relazioni tra Italia e Africa. Al centro della recente conferenza interministeriale che si è svolta alla Farnesina, il continente nero è stato visitato negli ultimi mesi sia dal capo dello stato sia dal presidente del consiglio, che al G7 giapponese, il 26 maggio, ha parlato di piano strategico per l’Africa. Alessandra Coin fa il punto, nell’attesa che lo scandaloso 0,19 per cento del Pil che il nostro paese destina alla cooperazione internazionale aumenti sensibilmente.

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Allegato Tonioloricerca mag2016.pdf (723,77 kB)
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