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Con l’economia circolare le nostre società sono chiamate a superare il tradizionale processo produttivo lineare –estrazione, produzione, discarica- per adottare un modello economico e sociale dove i materiali e il loro relativo valore viene mantenuto il più a lungo possibile all’interno di un circuito virtuoso di produzione, utilizzo, recupero per garantire una maggiore efficienza nell’uso delle risorse e una riduzione del consumo di natura e dell’inquinamento. Un modello ineludibile per i futuro che fa la sua comparsa per la prima volta in Italia nel collegato ambientale 2015, che contempla anche incentivi al baratto e all'utilizzo della bici per gli spostamenti casa-lavoro.

I dati del rapporto Ispra del 2015 sono impressionanti. Tra il 2010 e il 2012 abbiamo cementificato il 7 per cento dell'intera superficie del nostro paese e il Veneto è la seconda regione per consumo di suolo dopo la sola Lombardia. È necessario dotarsi di una nuova legge che limiti il più possibile un'ulteriore impermeabilizzazione del terreno.

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Verso l’agenda urbana europea è il titolo di un’indagine condotta da Gianni Saonara, direttore scientifico del mensile online Tonioloricerca.it e collaboratore dell’ufficio diocesano per la Pastorale Sociale e del Lavoro.