La Difesa del popolo è il settimanale della diocesi di Padova da ormai più di cent’anni. Puntuale ogni domenica si presenta in parrocchia per essere collante tra la comunità diocesana e la sua gente.
Una preziosa risorsa della Difesa è la rete dei circa cento giornalisti collaboratori che garantiscono la copertura indispensabile sul territorio per arrivare alla notizia, con competenza e formazione. A facilitare l’arrivo del settimanale in tutte le case degli abbonati è la squadra dei diffusori che di parrocchia in parrocchia, spesso da decenni, prestano servizio volontario a favore della “buona stampa”.
La mission principale della Difesa è dare spunti di riflessione cristianamente ispirati al lettore per tentare una lettura positiva dell’attualità, indicando percorsi verso cui orientare un pensiero “adulto” critico e maturo. Una lettura, dunque, che non sorvola l’attualità, ma che ha la pretesa di scendere in mezzo alla gente, cercando insieme piste concrete di sviluppo e di crescita della società.
La Difesa del popolo fa parte della Fisc (la federazione italiana dei settimanali diocesani), che ha contribuito a fondare.
Il 5 gennaio 1908 nasce la Difesa del popolo, settimanale voluto dall’allora vescovo di Padova Luigi Pellizzo come strumento d’unione delle forze cattoliche padovane e d’impegno nel sociale. Il nome esprime il desiderio di far rivivere il settimanale Per il popolo, chiuso nel 1907 dopo cinque anni di attività, e la testata cattolica veneziana La Difesa, che a Padova aveva una redazione decentrata.
Nel nome anche un impegno: essere «difesa del popolo contro l’enorme ammasso di errori che, ai danni del proletariato, continuamente vengono divulgati per strappargli dal cuore e dalla mente la fede».
In cent’anni di vita la Difesa – come subito viene comunemente chiamata – sostiene le comunità e le famiglie durante le grandi guerre e i giorni difficili del fascismo (per il suo non allineamento la tipografia viene devastata nel 1926), combatte le battaglie anticomuniste dei tempi della “guerra fredda”, rende partecipi le parrocchie e la diocesi del vento rinnovatore del concilio Vaticano II, attraversa gli “anni di piombo” che anche a Padova fecero vittime, si apre a interpretare il mondo che cambia alla luce della globalizzazione.