Da Piove di Sacco alla scoperta della Sicilia migliore

Il racconto del camposcuola "Estateliberi" in Sicilia vissuto da diciotto giovani di Piove di Sacco con don Giorgio De Checchi, parroco di Sant'Anna, che li ha accompagnati alla scoperta di valori fondanti come la dignità umana, la giustizia, la legalità, la speranza.

Da Piove di Sacco alla scoperta della Sicilia migliore

Da lunedì 31 luglio a domenica 6 agosto, in 18 da Piove di Sacco, abbiamo condiviso una di quelle esperienze che, nella vita, lasciano il segno.
Giorni intensi, sveglia alle 5.40, partenza alle 6.15 per il lavoro, tre giorni sulle vigne e due sui campi. Per le 11.30 già nella nostra base a San Giuseppe Jato, a 30 chilometri da Palermo, per doccia e pranzo.

Pomeriggi passati a incontrare persone e a entrare, attraverso delle narrazioni, nella storia di una regione: dalla strage di Portella della Ginestra, la mattanza dei sindacalisti nel dopo guerra, la lotta del movimento contadino, la storia di Nicolò Azoti, quella del piccolo Giuseppe Di Matteo e lo sguardo su un contesto mafioso rafforzato dalla connivenza e dall’omertà; le stragi di Capaci e via D’Amelio, la vicenda di Antonino Agostino, la celebrazione al Brancaccio, nella chiesa di don Pino Puglisi: quasi una immersione in un contesto tanto complesso quanto stimolante.

La testimonianza di Serafino Petta e di Antonella Azoti, di Valentina Fiore e Chiara Cannella, di Vincenzo Agostino e Gregorio Porcaro e, con loro, la presenza di persone che in poche ore erano già diventate amiche: Vita, Stefano, Francesco e Angelo… i luoghi, le storie ma soprattutto le persone hanno fatto per noi la differenza.

Una regione bellissima, una storia straordinaria, luoghi che hanno visto fiorire una cultura raffinata; una regione segnata, in questi decenni, dalla violenza e da una subcultura omertosa che ha permesso a una organizzazione criminale di prendere il sopravvento. Una regione che però non si rassegna, che attraverso esperienze concrete sta costruendo collettivamente una cultura differente, capace di coraggio e di scelte contro tendenza.

Abbiamo incontrato alcune di queste esperienze attraverso la vita di tante persone che nell’associazione Libera hanno trovato modo di veicolare un futuro concreto e possibile.
La volontà di conoscere la storia, le cose, la tenacia nel voler comprendere i fatti, senza lasciarsi abbindolare da verità tanto superficiali quanto tendenziose, questo ci ha colpito tutti: abbiamo incontrato un amore e un orgoglio per la propria terra che profuma di libertà, di dignità, di voglia di verità, molto differente da quegli stupidi atteggiamenti regionalisti, ispirati a una pseudo identità fasulla che respiriamo dalle nostre parti.
Gente che si incontra per far memoria di un passato perché il futuro sia migliore, gente che fa memoria dei propri cari, dei propri amici che hanno versato il sangue della loro vita: una memoria che non chiede vendetta ma giustizia, perché una dignità a questo mondo sia davvero garantita a ogni cittadino.

Un impegno concreto che sa di lavoro, di cooperativismo, di progetti comuni, condivisi, di un futuro fatto di lavoro anche per i giovani: persone che sanno rendere ragione del perché vale la pena di pensare a una “impresa cooperativa”, del perché vale la pena di investire sui terreni confiscati ai mafiosi, persone che sono disposte a scommettere che non sarà il lucro di pochi a rendere accogliente un territorio, ma l’investimento in lavoro e passione per beni e progetti comuni.

No, non siamo andati sulla luna, siamo andati in Sicilia: terra di mafia e omertà, terra di segreti e di verità taciute. Sì, siamo andati in Sicilia per noi anche e soprattutto terra che profuma di persone buone e accoglienti, terra che ci ha aperto il cuore all’importanza di cooperare, per costruire insieme progetti per il futuro, perché è fare insieme il bene che fa la differenza. Terra e gente che ci ha dato il gusto di voler capire la nostra terra veneta, per poterla amare e renderla ancor più bella con esperienze di maggior condivisione e di maggior accoglienza. Grazie Sicilia, grazie Libera, grazie amici di “Estateliberi”.

don Giorgio De Checchi

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