Fiumicello ricorda il beato Longhin, esempio di umiltà, fedeltà e coraggio

Sabato 25 giugno, alle ore 21 nella chiesa parrocchiale di Fiumicello di Campodarsego, viene proposto lo spettacolo teatrale Come in cielo, così in terra, sulla vita del beato Andrea Giacinto Longhin, vescovo di Treviso, a ottant’anni dalla sua morte.

Fiumicello ricorda il beato Longhin, esempio di umiltà, fedeltà e coraggio

Nato a Fiumicello nel 1863 da un’umile famiglia di contadini, Giacinto Longhin entra nel noviziato dei frati cappuccini a 16 anni.
Nel 1886 diventa sacerdote e per anni si dedica all’insegnamento e alla direzione spirituale dei giovani frati. Nel 1902 ricopre l’incarico di ministro della provincia veneta dei frati minori cappuccini.
Voluto vescovo di Treviso nel 1904 da papa Pio X, inizia un importante lavoro di riforme e riavvicinamento della chiesa al territorio e in particolare ai lavoratori, ai giovani e alle donne.
Durante i bombardamenti di Treviso del 1916 rimane coraggiosamente in città per assistere l’inerme popolazione ed esorta i suoi parroci a fare altrettanto.
Negli anni successivi si oppone alla violenza fascista promuovendo il dialogo e la nonviolenza. Muore nel 1936 dopo una lunga malattia.

Il 20 ottobre del 2002 papa Giovanni Paolo II lo proclama “beato”.
«La testimonianza offerta con la vita dal beato Longhin – sottolinea don Mattia Bezze, parroco di Fiumicello – si può sintetizzare in tre parole: umiltà, fedeltà e coraggio. Ancora oggi la sua scelta radicale di Cristo è per noi un faro, soprattutto in momenti di smarrimento anche pastorale».

A partire dagli anni ’50 del secolo scorso, nella parrocchia di Fiumicello, un gruppo di persone inizia a diffondere la conoscenza e la devozione per questo vescovo.
Negli anni ’90 nasce l’associazione Mons. Andrea Giacinto Longhin che attraverso convegni, testimonianze e un piccolo museo vicino alla chiesa parrocchiale mantiene vivo il ricordo di questo beato.
«Perché uno spettacolo teatrale? – spiega Emanuele Coletto, presidente dell’associazione – La storia del beato Longhin è ancora di grande attualità, ma sembra essere lontana nel tempo. È difficile attirare l’attenzione di giovani e adulti per suscitare una riflessione, perciò abbiamo scelto il teatro come mezzo divulgativo ed emotivo. Gli spettatori si sentiranno coinvolti dalle vicende che toccarono il vescovo Longhin, mentre era a Treviso: i bombardamenti, l’assistenza ai profughi friulani e veneti, la vicinanza ai suoi preti, la difesa dei contadini».

La pièce teatrale, scritta e interpretata da Filippo Tognazzo, è ispirata al libro Un pastore e la sua chiesa di Lucio Bonora, prete della diocesi di Treviso.
Gli interventi parlati dell’attore si alternano a momenti musicali affidati all’orchestra giovanile Terza Eccedente Coletti di Treviso.

Info: associazionebeatolonghin@gmail.com

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