Giovani Trepuntozero, ad Abano terme c’è chi pensa agli over 25

Giovani, giovanissimi… ma chi pensa a quei giovani tra i 26 e i 35 anni, spesso dimenticati dalle proposte di formazione? Nel vicariato di Abano Terme è sorto spontaneamente il Gruppo “Giovani Trepuntozero”, attivo da ormai tre anni e punto di riferimento fondamentale per tutte le parrocchie di località termale. Un incontro al mese, quest’anno dedicato alle virtù, cardinali e teologali: come praticarle nella vita di tutti i giorni?

Giovani Trepuntozero, ad Abano terme c’è chi pensa agli over 25

Gruppi giovanissimi e giovani… Poi gruppi famiglie. E per chi vive l’”età di mezzo”, quella che va dalla fine dell’università all’inizio della vera e propria vita adulta, quali sono le proposte?
Nel vicariato di Abano Terme, da tre anni, è attivo il gruppo “Giovani Trepuntozero”, che si riunisce una volta al mese per unire formazione a fraternità.

Nell’anno pastorale in corso i giovani passeranno in rassegna le virtù; quelle classiche, cioè le cardinali (prudenza, giustizia, fortezza e temperanza) e le tre della vita cristiana, “teologali” in quanto dono di Dio, cioè fede, speranza e carità.
«L’anno scorso – racconta Margherita Narenti, tra le responsabili del gruppo – gli appuntamenti vertevano sul vangelo della domenica. Quest’anno, invece, abbiamo scelto le virtù per capire se questi nomi, imparati tanti anni fa a catechismo, corrispondono davvero a qualcosa di reale e per scoprire come possiamo viverli nella nostra vita quotidiana».

Gli incontri – ogni mese in una parrocchia diversa del vicariato – iniziano con la messa.
Accompagnatori del gruppo sono i preti del vicariato di Abano con la presenza fissa di don Giulio Osto, teologo e docente della Facoltà teologica del Triveneto, collaboratore pastorale della parrocchia di Torreglia.
Si prende poi in mano la bibbia e altri testi per provocarsi su cosa siano le virtù: il primo incontro, andato in scena sabato 22 ottobre a Mezzavia, verteva sulla prudenza. «Siamo partiti da ciò che pensavamo sulla prudenza, cioè essere persone accorte, furbi in alcune situazioni, arrivando poi alla conclusione che la prudenza è invece scegliere ogni giorno di fare il bene nelle situazioni che ci si presentano davanti».

Il prossimo appuntamento è domenica 27 novembre, alle 18, a Montegrotto.
Si riprenderà con l’anno nuovo, domenica 29 gennaio, alle 18, a Galzignano, per la fortezza, mentre sabato 25 febbraio, alle 17, a Mezzavia, sarà la volta della temperanza. Gli ultimi tre incontri saranno incentrati sulle virtù teologali: la fede, domenica 26 marzo, alle 18, a Montegrotto; la speranza, sabato 29 aprile, alle 17.30, a Torreglia e infine la carità, domenica 28 maggio, alle 18.15, ad Abano Sacro Cuore.
Ad accompagnare il cammino durante l’anno c’è la lettura del libro Le virtù. Per dare il meglio di sé di Carlo Maria Martini.

Al gruppo partecipano in media una trentina di giovani, comprese coppie di fidanzati o di sposi.
«Si tratta di giovani che spesso ricoprono degli impegni, anche rilevanti, in parrocchia – osserva Margherita – ma che hanno bisogno di ritagliarsi dello spazio per sé, per dedicarsi non solo alla cura della comunità ma anche all’accrescimento della propria fede. Solo così si può camminare con gli altri, superando i problemi e le perplessità».
Tra le ragioni del successo di questa proposta c’è sicuramente l’assenza di etichette: «Il gruppo è nato su iniziativa delle parrocchie di Mezzavia, Torreglia e Montegrotto, ma si è esteso presto a tutto il vicariato e anche a giovani che vengono da fuori».
Nel vicariato erano già presenti alcuni gruppi per giovani dai 18 ai 25 anni; alcuni di questi, proprio su ispirazione del gruppo “Giovani trepuntozero”, stanno ora esplorando possibili collaborazioni con altre parrocchie. «È la tendenza degli ultimi anni – conferma Margherita – mettere insieme le forze permette di creare gruppi con numeri sufficienti ad offrire proposte migliori anche per qualità, e questo non fa altro che attrarre numeri ancora più grandi».

La scommessa su un’età così poco “presidiata” è stata vinta su tutti i fronti, anche grazie a un ingente sforzo pubblicitario e di passaparola: «All’inizio è stata una sfida – confessa Margherita – ma sentivamo noi stessi il bisogno di un momento che ci aiutasse a essere cristiani, e cristiani autentici, nella vita di tutti i giorni, non solo in un modo idealista o da salotto. Da questo desiderio, cresciuto dal basso, è nata questa proposta non istituzionale. Ci auguriamo possa continuare a crescere nel desiderio di condividere la Parola di Dio».

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