Gli Adultissimi dell'Ac il 18 maggio all'abbazia di Carceri. La gioia del vangelo non ha età

Giovedì 18 maggio nell'abbazia di Carceri gli Adultissimi di Azione cattolica diocesana si daranno appuntamento per una festa all'insegna della spiritualità e della cultura. Il convegno, dal titolo "In questa sosta...viviamo la gioia del Vangelo", sarà anche un'occasione di incontro e di confronto, capace di infondere nuova linfa ai gruppi parrocchiali.

Gli Adultissimi dell'Ac il 18 maggio all'abbazia di Carceri. La gioia del vangelo non ha età

Spiritualità e cultura, ma anche ritrovo e condivisione: il convegno-festa degli Adultissimi dell’Azione cattolica diocesana riesce ad armonizzare tutti questi aspetti, offrendo ai partecipanti un’importante occasione di arricchimento interiore.
Quest’anno i gruppi delle varie parrocchie, un migliaio di iscritti in tutto, si daranno appuntamento giovedì 18 maggio nella suggestiva abbazia di Santa Maria delle Carceri, vicino a Este, dove li attenderà un programma denso oltre che di spunti di riflessione sulla Parola, anche di approfondimenti culturali.

L’antico monastero camaldolese non si limiterà ad essere la semplice cornice dell’incontro, anzi assumerà un ruolo chiave nel far comprendere ai partecipanti il tema dell’appuntamento di quest’anno: “In questa sosta…viviamo la gioia del Vangelo”.

«Lo slogan si ricollega sia agli orientamenti pastorali diocesani, sia all’esortazione Evangelii gaudium di papa Francesco – spiega Giandomenico Bellomo, vicepresidente del settore adulti dell'Ac – e l’abbazia di Carceri è in grado di incarnare in sé entrambi questi elementi, perché se da un lato l’atmosfera di pace e silenzio in cui è immersa invita all’introspezione, dall’altro il prezioso ciclo di affreschi dedicato all’Annunciazione sarà lo spunto da cui partire per approfondire il tema della venuta di Cristo, fonte di gioia per l’intera umanità».

Il convegno si aprirà alle 15 con un momento di accoglienza in chiesa per ricreare quel senso di appartenenza a un’unica grande famiglia che da sempre contraddistingue l’Azione cattolica nelle sue diverse ramificazioni, compresa quella dedicata alla terza età.
Alle 15.30, i saluti cederanno il posto alla meditazione, guidata dal parroco di Carceri don Andrea Ceolato; mentre dalle 16.30 alle 18 la fede si intreccerà alla cultura attraverso la visita guidata del complesso monastico.
I partecipanti verranno divisi in gruppi in modo da assaporare al meglio la bellezza di un luogo intriso di storia non soltanto religiosa, ma anche popolare, visto che l’abbazia ospita il Museo della civiltà contadina. A conclusione della visita, gli Adultissimi si ritroveranno nel chiostro del monastero per gustare insieme un piccolo rinfresco.

«Il convegno è il coronamento di un intero anno di attività dei singoli gruppi – spiega Pietro Silvan, 67 anni, della parrocchia di Este e membro della commissione diocesana Adultissimi – che anno dopo anno tornano a casa rafforzati da questa esperienza perché capiscono di non essere soli, di far parte di un progetto più ampio. Una sorta di ricarica spirituale e umana capace di infondere coraggio e nuove idee ai gruppi che partecipano». Il rischio, infatti, è quello di appiattire le proposte puntando soltanto dell’aspetto ricreativo del ritrovarsi insieme, come accade in tanti centri anziani.
«Dai volti e dall’entusiasmo dei nonni – prosegue Silvan – si percepiscono invece la forza e la coerenza di queste persone che, pur nella fase finale della propria vita, hanno ancora tanto da dare alla loro comunità».

La catechesi, la visita alle persone ammalate e sofferenti, i servizi di segreteria o l’impegno come membri delle corali sono soltanto alcune delle attività a cui si dedicano i “nonni” dell’Ac.
«Questi anziani – afferma Giandomenico Bellomo – sono persone esemplari per la profondità dell’esperienza di fede e per il senso di appartenenza che riescono a trasmettere ai più giovani». Motivo per cui, secondo Anna Bano –  che ha 75 anni, è iscritta all’Ac da quando ne aveva cinque a adesso fa parte della commissione Adultissimi – «il convegno di maggio è un forte segno di riconoscimento da parte della chiesa dell’importanza dei gruppi Adultissimi parrocchiali».

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