Il santuario di Tessara si prepara alla festa. Nel nome di Maria

Dal 6 al 10 ottobre le strade del santuario della Madonna di Tessara si animano di bancarelle, stand gastronomici, giostre, pesca di beneficenza. È la sagra della comunità. Il fulcro di tutto però è il Santuario con le sue celebrazioni e la devozione dei fedeli.

Il santuario di Tessara si prepara alla festa. Nel nome di Maria

È il santuario della Madonna di Tessara il centro della festa della comunità di santa Maria di Non.
Nel programma non mancano giostre (quasi una trentina le attrazioni), stand gastronomici (anche un forno a legna per la pizza, oltre all'area giovani), divertimenti e appuntamenti di vario genere. Ma la devozione alla Madonna e il recarsi alle diverse celebrazioni sono il motivo principale della festa che si tiene dal 6 al 10 ottobre.

«Ci prepariamo da un punto di vista religioso – spiega don Leonildo Ragazzo, il parroco nominato da poco dal Vescovo rettore del santuario e alla guida della comunità di santa Maria di Non – già da lunedì 2 ottobre con la recita del rosario e la celebrazione della santa messa».

«L'impronta che vogliamo dare quest'anno alla festa è un richiamo ai 100 anni dalle apparizioni di Fatima. È una bella coincidenza per noi. L'invito che faccio ai fedeli è quindi di accogliere l'esortazione alla conversione, alla preghiera e alla penitenza che Maria ha consegnato 100 anni fa all'umanità. Siamo chiamati a promuovere e difendere la pace tra i popoli, anche nel piccolo delle nostre comunità parrocchiali. L'antica festa di Tessara deve spronare a rinnovarci e camminare insieme come comunità cristiana. La devozione a Maria ci aiuti ad aprire i nostri cuori».

Nel programma tre sono i momenti cardine da un punto di vista religioso: la solenne processione sabato 7 ottobre dopo la messa delle 19, la preghiera dedicata ai bambini martedì 10 alle 9.45 e la festa della terza età sempre martedì.
«Sono tre appuntamenti – spiega Dimitri Pastorello, il diacono permanente della parrocchia di santa Maria di Non - molto sentiti e vissuti dalla comunità, sia da un punto di vista emotivo che numerico. I bambini delle scuole dell'infanzia di santa Maria di Non e Pieve, accompagnati dalle insegnanti, partecipano ad un incontro che unisce la preghiera alla gioia tipica di questa età. È una festa nella preghiera, uno stare insieme anche per le due realtà. Per gli anziani invece, oltre a creare unione, la giornata assume un significato particolare perché vissuta in un santuario, luogo di devozione per lo più di persone di una certa età».
Sono oltre cinquecento le persone anziane che di solito si ritrovano per il pranzo sociale alle 12 e poi alle 15 per la celebrazione della messa con solenne benedizione degli ammalati.

Un altro momento molto atteso dai fedeli è la domenica sera, l'8, festa solenne della beata Vergine di Tessara: la prima celebrazione della messa è alle ore 5.30, alle 11 c'è quella cantata e fino a mezzanotte il santuario resta aperto per la venerazione della reliquia
«È questo un momento molto emozionante – continua Dimitri Pastorello – un tempo i fedeli si avvicinavano per dare il bacio alla reliquia, oggi semplicemente toccano il retro dell'edicola, dove si racconta sia avvenuto il miracolo. Si dice infatti che verso la metà del '400 la Madonna apparve ad una bambina di salute cagionevole e dopo averla guarita la invitò a far mettere una sua immagine all'interno della chiesetta. Per i fedeli la venerazione della reliquia è un invito ad un raccoglimento personale, un momento di affidamento totale alla Madonna. La sagra non è certo il periodo migliore per visitare il santuario che per sua natura richiama il silenzio e la contemplazione, ma in questi giorni di festa ci sono questi appuntamenti molto sentiti».

Il programma

Il programma della manifestazione si apre il venerdì sera con il bar e la pizzeria con forno a legna. I bambini sono protagonisti anche lunedì 9 alle 14.30: oltre a biglietti per le giostre agevolati, c'è uno spettacolo con Roberto il clown e laboratori creativi di disegno.
«Tutto il ricavato della festa – spiega Luigino Sabbadin, responsabile della manifestazione – va sempre a favore delle attività della parrocchia. Negli anni precedenti abbiamo potuto restaurare la scuola dell'infanzia, sistemando il tetto, facendo il cappotto esterno e ritinteggiando la struttura. Inoltre abbiamo contribuito alle spese di costruzione del nuovo patronato. A differenza degli anni scorsi, quest'anno non ci sarà la cena del cuore, dedicata a tutte le associazioni e che l'anno scorso ci ha permesso di raccogliere oltre 4 mila euro a favore dei terremotati. Alla cena abbiamo riservato una serata in novembre, il 19». Il programma si chiude martedì alle 23 con il tradizionale spettacolo pirotecnico.

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