Al Centro universitario un ciclo su Don Milani, 50 anni dopo

L’arrivo a Padova di Valeria Milani Comparetti, mercoledì 4 ottobre alle 17, inaugura la ricca serie di incontri con l’autore dedicati alla figura di don Lorenzo Milani che il Centro universitario di via Zabarella promuove nel contesto della Fiera delle parole a 50 anni dalla scomparsa del priore di Barbiana.

Al Centro universitario un ciclo su Don Milani, 50 anni dopo

La nipote del sacerdote fiorentino, che dialogherà con Elena Duso, presenterà la sua ultima opera, Don Milani e suo padre. Carezzarsi con le parole uscita quest’anno per i tipi dell’editore romano Conoscenza.

Il suo libro è un viaggio nell’archivio di famiglia incentrato su suo nonno, il padre di don Lorenzo. Quale impatto ha avuto sull’educazione del priore?
«In quanto uomo borghese, membro di un’importante famiglia fiorentina, si sarebbe detto piuttosto disinteressato all’educazione dei figli. Albano invece emerge dagli scritti di famiglia come partecipe e protagonista della crescita culturale e intellettuale dei figli, anche attraverso gli scritti che distribuiva loro per discuterli nella famiglia allargata, che significa l’intellighentia italiana che in quegli anni frequentava casa nostra. Mio nonno fu assessore all’istruzione e manifestò, da agnostico, un grande interesse per lo studio della religione e del cattolicesimo in generale. Certamente sentire un padre che parlava in casa di patristica, di mistica e di dogmatica ebbe una grande influenza su Lorenzo».

La figura di Albano emerge solo ora dalle nebbie del tempo grazie alla sua ricognizione storica. Come mai?
«La su morte prematura, aveva una sessantina d’anni, a pochi mesi dall’ordinazione sacerdotale di Lorenzo ha finito per escluderlo da tutti gli avvenimenti che resero noto il figlio sacerdote. La riservatezza della famiglia ha fatto sì che il dolore per la sua scomparsa rimanesse chiuso tra le pareti domestiche. Io stessa ho scoperto solo ora questo nonno, morto prima della mia nascita, figura così colta e complessa, interessata in particolare al culto mariano».

Lei conserva un ricordo personale di don Lorenzo?
«Non sono una testimone. Il mio è un lavoro di ricerca, la scommessa che attraverso l’applicazione rigorosa del metodo storico è possibile avvicinare chiunque, anche chi non sa nulla del priore di Barbiana, in modo scientifico e preciso. Detto questo, certo, ricordo lo zio, scomparso quando avevo sette anni. Lo vedevo spesso malato, con mio padre al suo capezzale».

Perché a cinquant’anni di distanza sono in molti ancora ad approfondire il suo messaggio?

«In parte, sono convinta che questi 50 anni siano stati necessari proprio per riuscire a comprendere meglio il suo messaggio. Una comprensione segnata da molti fattori, non ultimo la volontà di appropriarsene da parte di qualcuno. Rimane fondamentale la venuta di papa Francesco che a Barbiana ha pronunciato un discorso magnifico, riconoscendo così la sede di don Lorenzo: ciò che per lui in vita fu un vero cruccio. La stessa presa di posizione del papa ci consegna la possibilità di rileggere gli scritti di mio zio da un punto di vista nuovo e differente».

A Padova parlerà al Centro universitario. Ci saranno giovani e adulti, “esperti” di don Milani e forse anche qualcuno che non ne saprà nulla. Quali parole sceglierebbe per condensare in una frase il messaggio del priore?
«Un’operazione complicata! La figura di Lorenzo è davvero complessa… C’è però un principio nel suo insegnamento che non va dimenticato: la necessità di prendersi delle responsabilità nel vivere sociale. Si fa politica solamente se si ragiona insieme, se si genera un pensiero condiviso. La cultura mantenuta per sé non è altro che egoismo. Il suo è un messaggio che però va riletto nel complesso. Molte delle sue frasi sono state estrapolate e oggi sono slogan costruttivi, per esempio quello che deplora la scuola che seleziona i “sani” per rifiutare i “malati”. Ma il discorso è molto più ampio e articolato».

Il programma

Dopo l’incontro con Valeria Milani Comparetti (che gestisce la pagina Facebook “Mio zio don Milani”), giovedì 5 ottobre alle 11, Andrea Schiavon presenterà per le scuole Don Milani, parole per timidi e disobbedienti (Add, Torino, 2017).
Domenica 8, sempre alle 11, Federico Ruozzi e Sergio Tanzanella presenteranno l’opera omnia del priore di Barbiana edita nella prestigiosa collana i Meridiani da Mondadori e Lorenzo Milani, Lettera ai cappellani militari. Lettera ai giudici (Il pozzo di Giacobbe, Milano, 2017).  

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