Tesi in bioetica: potenziamento neuronale e cure palliative

La fondazione Lanza ha assegnato un primo premio e due menzioni per tesi di laurea su "Etica e medicina": al primo posto uno studio dedicato al neuroenhancement, il potenziamento neuronale, e alle problematiche che suscita. Le menzioni a una ricerca sulle visite fiscali e a uno studio su mass media e cure palliative.

Tesi in bioetica: potenziamento neuronale e cure palliative

S'intitola "La sfida del neuroenhancement: profili giuridici e assiologici" la tesi che ha vinto la prima edizione del premio "Etica e medicina" istituito dalla fondazione Lanza e dagli Amici di don Giancarlo in memoria di mons. Giancarlo Minozzi, fondatore della Lanza nel 1988, scomparso un anno fa. Ma cosa significa "neuroenhancement"? La stessa autrice l'ha tradotto con "potenziamento neuronale", quell'incremento delle capacità cognitive ottenuto attraverso sostanze psicotiche o biotecnologie ancora poco diffuso in Italia, ma dilagante in altri paesi occidentali. Studenti che devono sostenere un esame, professionisti sottoposti a forte stress da prestazione, soldati in missione, anziani che vogliono mantenere una memoria "giovane", ma anche genitori che vogliono avere figli "super"...
 Neuroenhancement – spiega Fabrizio Turoldo docente di bioetica a Ca' Foscari e coordinatore del progetto Etica e medicina della fondazione Lanza – è un termine ambiguo e polivalente, che sta a indicare sia gli interventi curativi, terapeutici, sia quelli migliorativi, "eugenetici". Da questo punti di vista ci sono autori che considerano doveroso per l'umanità il miglioramento eugenetico, per governare secondo un disegno umano la casualità dell'evoluzione, che produce esseri difettosi e vulnerabili. Altri però delineano i rischi che si corrono quando i figli non vengono più accolti come dono e sorpresa, ma programmati esercitando un controllo irrispettoso nei confronti dell'alterità del figlio, a discapito della capacità di accettazione dell'inatteso.

Il premio intitolato a mons. Minozzi ha assegnato anche due menzioni d’onore alle tesi di Giorgio Rossetto (facoltà di economia università di Verona) sulle diverse caratteristiche dei dipendenti sottoposti a visita fiscale per malattia e di Valeria Ascheri (Facoltà di comunicazione sociale, università della Santa Croce di Roma) su “Mass media e cure palliative in Italia. Analisi, problemi e prospettive”. Quest’ultima in particolare ha toccato un tema interessante e dalle molte sfaccettature. La sua indagine ha riguardato alcuni dei maggiori quotidiani “laici” italiani, dalla Stampa al Corriere della sera, a partire dal marzo del 2010, data dell’entrata in vigore della legge sulle cure palliative. La ricerca ha rilevato una distorsione nell’attenzione dei media che appaiono molto più sensibili ai casi “estremi”, e per questo anche estremamente rari, come quelli di Piergiorgio Welby e di Eluana Englaro, mentre appare molto più rara la preoccupazione di informare il lettore sulle possibilità offerte dai numerosi “hospice”, presenti soprattutto nel Nord e nel Centro Italia. Le esperienze di persone che hanno potuto usufruire delle cure palliative, vivendo in modo sereno, non solo dal punto di vista sanitario, ma anche da quello affettivo ed esistenziale, la fase terminale della loro vita sono presenti talvolta nelle pagine di cronaca locale.

In questo modo, rileva Valeria Ascheri,  si enfatizza un’ideologia di “dominio”, di controllo della fase finale della vita mettendo poco in evidenza invece l’accettazione, che è apertura agli eventi della vita, con un rapporto più equilibrato, per citare Dietrich Bonhoeffer, tra “resistenza e resa”. 

Il servizio completo sul neuroenhancement con intervista a Fabrizio Turoldo, coordinatore del progetto Etica e medicina della fondazione Lanza, è pubblicato sull'edizione di domenica 19 gennaio gennaio disponibile on-line per gli abbonati.

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Parole chiave: scienze (6), Giancarlo Minozzi (1), bioetica (18), Fabrizio Turoldo (2)