Papa Francesco: Cuamm, il terzo mondo “è la vostra ‘Porta santa’”

“I Paesi più poveri dell’Africa, quelli sub-sahariani, e le aree più dimenticate, ‘l’ultimo miglio’ dei sistemi sanitari, sono le periferie geografiche nelle quali il Signore vi manda ad essere buoni samaritani, ad uscire incontro al povero Lazzaro, attraversando la ‘porta’ che conduce dal primo al terzo mondo. Questa è la vostra porta santa”. Così papa Francesco si è rivolto al “popolo” del Cuamm, ricevuto in udienza nell’Aula Paolo VI, in Vaticano.

Papa Francesco: Cuamm, il terzo mondo “è la vostra ‘Porta santa’”

Il fondatore del Cuamm, Francesco Canova, e lo storico direttore, don Luigi Mazzucato. Il primo “maturò nella Fuci l’idea di andare per il mondo in soccorso degli ultimi, progettando un ‘collegio per futuri medici missionari’ e delineando la figura del medico missionario laico”.
Don Mazzucato, invece, direttore del Cuamm per 53 anni (mancato lo scorso 26 novembre all’età di 88 anni), “è stato il vero ispiratore delle scelte di fondo, prima fra tutte la povertà”.
Così papa Francesco, parlando a volontari, sostenitori, amici e cooperanti di “Medici con l’Africa – Cuamm” (Collegio universitario aspiranti medici missionari) di Padova, ricevuti in udienza, ha ricordato i “modelli” che animano il “prezioso servizio” del Cuamm “ai poveri dell’Africa”.

Francesco ha quindi citato un passo del testamento spirituale di don Mazzucato: “Nato povero, ho sempre cercato di vivere con il minimo indispensabile. Non ho nulla di mio e non ho nulla da lasciare. Il poco vestiario che possiedo lo si dia ai poveri”.
“Sulla scia di questi grandi testimoni di una missionarietà di prossimità ed evangelicamente feconda – ha evidenziato - voi portate avanti con coraggio la vostra opera, esprimendo una Chiesa che non è una ‘super clinica per vip’ ma piuttosto un ‘ospedale da campo’. Una Chiesa dal cuore grande, vicina ai tanti feriti e umiliati della storia, a servizio dei più poveri”.

“Voi – ha aggiunto – operate tra le fasce più vulnerabili della popolazione: le mamme, per assicurare loro un parto sicuro e dignitoso, e i bambini, specie neonati. In Africa, troppe mamme muoiono durante il parto e troppi bambini non superano il primo mese di vita a causa della malnutrizione e delle grandi endemie. Vi incoraggio a rimanere in mezzo a questa umanità ferita e dolente! E’ Gesù. La vostra opera di misericordia è la cura del malato, secondo il motto evangelico ‘Guarite gli infermi’ (Mt 10, 8). Possiate essere espressione della Chiesa madre, che si china sui più deboli e se ne prende cura”.

“L’Africa ha bisogno di accompagnamento paziente e continuato, tenace e competente. Gli interventi necessitano di impostazioni di lavoro serie, domandano ricerca e innovazione e impongono il dovere di trasparenza verso i donatori e l’opinione pubblica”.
“Siete medici ‘con’ l’Africa e non ‘per’ l’Africa, e questo è tanto importante. Siete chiamati – ha sottolineato Francesco – a coinvolgere la gente africana nel processo di crescita, camminando insieme, condividendo drammi e gioie, dolori ed entusiasmi. I popoli sono i primi artefici del loro sviluppo, i primi responsabili. Vi esorto a mantenere il vostro peculiare approccio alle realtà locali, aiutandole a crescere e lasciandole quando sono in grado di continuare da sole, in una prospettiva di sviluppo e sostenibilità. È la logica del seme, che scompare e muore per portare un frutto duraturo”.

Quindi, in conclusione, la benedizione: “Benedico tutti voi, i vostri familiari e il vostro impegno per l’oggi e il domani del Continente africano. E vi chiedo, per favore, di pregare anche per me”, aggiungendo a braccio, “perché il Signore mi faccia ogni giorno più povero”.

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Fonte: Sir