Austria alle urne da "osservata speciale"

Sono molti gli osservatori europei a legare la decisione di Vienna di bloccare il Brennero alla campagna elettorale in corso in Austria in vista delle elezioni di domenica 24 aprile. Per capire se davvero i nostri vicini fanno sul serio sui migranti, anche al costo di generare un enorme danno economico e commerciale, basterà attendere l'esito del voto e le scelte politiche conseguenti. In ogni caso, domenica termina la parabola politica di Heinz Fisher, classe 1938, attuale presidente della repubblica federale (nella foto con Sergio Mattarella).

Austria alle urne da "osservata speciale"

Si svolgono domenica 24 aprile le elezioni presidenziali in Austria. Paese membro dell’Unione europea dal gennaio 1995, è una repubblica federale suddivisa in nove stati, con quasi 8,5 milioni di cittadini.

Un appuntamento interessante per la politica continentale, visto che Vienna è un’“osservata speciale” dell’Unione europea dopo la decisione di predisporre controlli stringenti alla frontiera del Brennero dal prossimo giugno. Politicamente si chiude dunque l’esperienza di Heinz Fischer (classe 1938, professore di scienze politiche all’università di Innsbruck), membro del partito Spo (socialdemocratici), in carica dal 2004.

Si contenderanno, con grande probabilità, la sfida Alexander Van der Bellen (Verdi) e Norbert Hofer (partito della Libertà), giocata in larga misura sull’emergenza profughi. Dall’estate scorsa il governo austriaco ha avuto infatti un picco di richieste dei richiedenti asilo, stimate in oltre centomila domande.

Armgard Griss, ex giudice dell’Alta corte che ha condotto numerose inchieste di portata nazionale, viene stimata invece dai sondaggi con un consenso intorno al 20 per cento. Eccentrica, e senza grandi possibilità, la candidatura di Richard Luger, 83enne costruttore edile, famoso per i suoi matrimoni e per la sua notevole vitalità in fatto di avventure amorose.

Van der Bellen ha un programma di “taglio” moderato verso i richiedenti asilo, mentre Hofer ha promesso una linea intransigente sul controllo delle frontiere e l’accoglienza e si schiera in politica europea come nemico dell’apertura verso la Turchia.

Dal punto di vista istituzionale il presidente federale austriaco (Vienna è una repubblica semipresidenziale), eletto direttamente dai cittadini con maggioranza assoluta, rimane in carica per sei anni e rappresenta l’unità nazionale. Dispone tuttavia del potere di nominare il cancelliere e di sciogliere il governo, ed è comandante delle forze armate. Se domenica non si raggiungerà la maggioranza al primo turno si terrà il ballottaggio nel mese di maggio. ELuigi Marcadella

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