Droga, il triste primato di Padova. E crescono i giovani a rischio

Sopravviviamo in una società drogata? Di sicuro, il consumo di stupefacenti in generale e l’attitudine (giovanile) al “calarsi” sostanze chimiche impongono l’urgenza di una riflessione. Nel corso del 2015 fra Padova e provincia sono scattate 654 segnalazioni imposte dalla legge. Nell’intero Veneto la cifra è di 2.836, e in questa significativa statistica il Padovano si rivela in vetta alla “classifica”, mentre cresce il consumo tra i giovani e sempre più spesso l'uso di sostanze si associa ad altri comportamenti a rischio.

Droga, il triste primato di Padova. E crescono i giovani a rischio

Sopravviviamo in una società drogata? Di sicuro, il consumo di stupefacenti in generale e l’attitudine (giovanile) al “calarsi” sostanze chimiche impongono l’urgenza di una riflessione.
Nel corso del 2015 fra Padova e provincia sono scattate 654 segnalazioni imposte dalla legge. Nell’intero Veneto la cifra è di 2.836, e in questa significativa statistica il Padovano si rivela in vetta alla “classifica”. Dal 1990 all’anno scorso, la prefettura ha segnalato 13.126 persone come tossicodipendenti (in base all’art. 75 del Dpr 309/90) con 2.686 richieste di programma terapeutico e ha inoltre comminato 3.019 sanzioni amministrative.
Nell’arco degli stessi 25 anni, sono stati segnalati ai prefetti 641 minori, ovvero mediamente poco più di 25 all’anno. Ma nel solo 2015 la procedura ha interessato 57 soggetti non ancora maggiorenni, cioè più del doppio della media.

È questa la “spia” che si accende fra le 497 pagine della Relazione annuale sui dati relativi allo stato delle tossicodipendenze in Italia, documento che il Dipartimento politiche antidroga della Presidenza del consiglio dei ministri trasmette al parlamento.
Offre – almeno dal punto di vista ufficiale – la rappresentazione più aggiornata delle tendenze nel “mercato” insieme al ventaglio del contrasto alle droghe. Di nuovo, balza agli occhi un dato eloquente. Nei servizi territoriali per le dipendenze del Veneto, nell’ultimo anno si sono registrati ben 1.595 “nuovi utenti” sui complessivi 10.407 assistiti. Un numero che dimostra l’impatto soprattutto delle sostanze chimiche, sempre più sofisticate e di ultima generazione.

La relazione del Dpa conferma: «Nel 2015, in Italia, i sequestri di droghe sintetiche nel loro complesso hanno registrato un incremento per quanto concerne le presentazioni "in dosi", tale aumento è del 185,63 per cento, mentre per quelle rinvenute "in polvere" l'incremento è pari al 140,08 per cento. Anche nel 2015 il mercato olandese ha rappresentato il punto di approvvigionamento delle piazze di spaccio nazionali. Non a caso le principali direttrici d’ingresso di questo stupefacente provengono da quel paese, oltreché da Spagna, Polonia e Cina».
Stessa tendenza nei sequestri di droga (totale di 84.066 chili) da parte delle forze dell’ordine: «Rispetto al 2014 si registra un aumento dei sequestri di cocaina, Lsd, droghe sintetiche, sia in dosi sia in polvere, e di piante di marijuana».

Sul consumo di droghe, invece, i dati sono aggiornati al 2013
«È stato stimato che sono 6,1 milioni gli utilizzatori di cannabis, 1,1 milioni quelli di cocaina, 218 mila quelli di eroina e 591 mila quelli di altre sostanze chimiche (ecstasy, Lsd, amfetamine). Le stime evidenziano che nel 2013 le attività connesse agli stupefacenti rappresentano quasi il 70 per cento delle complessive attività illegali stimate dalla contabilità nazionale e pesano per circa lo 0,9 per cento sul Pil. Il consumo di sostanze stupefacenti sul territorio nazionale è stimato in 14 miliardi di euro, di cui circa la metà attribuibile al consumo di cocaina e un quarto all’utilizzo di derivati della cannabis».

La relazione trasmessa al parlamento pubblica poi lo studio transnazionale European school survey project on alcohol and other drugs condotto in Italia dall’Istituto di fisiologia clinica del Cnr.

«Emerge che il 34 per cento degli studenti fra i 15 e i 19 anni ha utilizzato almeno una sostanza psicoattiva illegale nel corso della propria vita e circa il 27% nel corso dell’ultimo anno (uso recente). Per il 15% si tratta di “policonsumo”. La sostanza maggiormente utilizzata è la cannabis, seguita da cocaina, stimolanti e allucinogeni, mentre l’eroina è quella meno diffusa».

I minorenni presi in carico dai Servizi sociali della giustizia per la prima volta nel 2015 sono stati 7.752.
I minori e i giovani adulti con abuso di sostanze stupefacenti sono stati 3.647: il 51 per cento in carico già dall’anno precedente. Si tratta soprattutto di maschi (94 per cento) e di nazionalità italiana (85 per cento).
Secondo i dati forniti al governo dall’Istat, invece, nel 2014 i ricoveri droga correlati sono stati 5.632, con un tasso di ospedalizzazione pari a 9,3 ogni 100 mila residenti.

Infine, la relazione mette a disposizione la ricerca focalizzata sui giovani studenti.
Il 49 per cento ha giocato d’azzardo almeno una volta nella vita. «I giocatori problematici risultano associati positivamente anche con l’essere un forte fumatore (almeno 10 sigarette al giorno), bere alcolici tutti i giorni, aver assunto droghe sconosciute e aver fatto uso di psicofarmaci nell’anno».
Una correlazione riscontrata anche con altri comportamenti a rischio: aver rubato oggetti di valore superiore a 10 euro e averli rivenduti; aver danneggiato beni pubblici di proposito; aver avuto rapporti sessuali non protetti; aver perso 3 o più giorni di scuola senza motivazione nell’ultimo mese; trascorrere più di 2 ore in un giorno infrasettimanale a chattare.

Ragazzi border line, dunque. Abituati in qualche modo al binge drinking (bere 5 o più unità alcoliche in un tempo ristretto), consumatori di almeno una sostanza illegale (esclusa la cannabis) e capaci di fumare marijuana 20 o più volte al mese.

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