Azzardo: le sale da gioco "aprono" ai bambini

Matteo Iori (Conagga) sottolinea il problema delle sale indirizzate ad un target "familiare", nonostante per i bambini dal 2007 ci sia il divieto di accesso. Due esempi in Sicilia e in Sardegna. Si stima che ci siano 800 mila ragazzini tra i 10 e i 17 anni che giocano e altri 400 mila bambini fra i 7 e i 9 anni. Per settembre il governo promette nuove regole per il settore.

Azzardo: le sale da gioco "aprono" ai bambini

Nonostante dal 2007 per i minori sia vietato entrare nelle sale da Bingo, in Italia continuano ad esserci sale indirizzate ad un target "familiare". Dove, in buona sostanza, anche i bambini hanno il "loro" spazio per giocare.
Sembra un paradosso ma è la semplice realtà, quella ricordata da Matteo Iori, durante il "Seminario Gioco" organizzato a Milano. A Misterbianco, in provincia di Catania, c'è Family Bingo. A Quartu Sant'Elena, nel cagliaritano, c'è Bingolandia, con le stesse caratteristiche.
«Il Bingo viene fatto passare come una tombola, ma invece non lo è», sostiene il presidente del Conagga, il coordinamento nazionale dei gruppi per giocatori d'azzardo. Basti pensare che in un minuto a tombola è difficile fare più di sette-otto estrazioni. Al contrario, nelle sale Bingo ce n'è una ogni 2,7 secondi e un giocatore in media gioca su una cartella e mezza. Lo stress legato al gioco non è paragonabile. A questo si aggiunge che la maggior parte delle sale Bingo offre anche diverse tipologie di giochi.

Sempre più bambini giocano d'azzardo. Il falso mito del gioco da famiglia ha permesso di aprire sale come le due citate da Iori. Eppure l'ultima ricerca pubblicata a fine giugno da l’Osservatorio Nazionale sulla salute dell’infanzia e dell’adolescenza (Paidòss) dovrebbe destare preoccupazioni. Secondo la ricerca il 20 per cento di bambini e adolescenti fra 10 e 17 anni frequenta sale bingo e slot machine e il 25 per cento dei piccoli fra 7 e 9 anni ha già usato la paghetta per lotterie e gratta e vinci. In tutto si stima che ci siano 800 mila ragazzini tra i 10 e i 17 anni che giocano d'azzardo e altri 400 mila bambini fra i 7 e i 9 anni.

A settembre il testo del governo. Intanto, dopo le promesse dei mesi scorsi, il senatore del Pd Franco Mirabelli ha confermato che entro settembre dovrebbe arrivare il voto favorevole alla Delega fiscale al governo per regolamentare il settore. Poi starà al Parlamento l'approvazione definitiva.
«Da parte del Governo c'è la volontà di fare presto e fare bene – rassicura Mirabelli – Le associazioni hanno già smosso le acque sul tema della lotta al gioco d'azzardo e io credo che si debba continuare così: denunciare gli eccessi, tentare di fare ordinanze come quelle del comune di Milano che cerchino di impedire l'apertura di nuove strutture e l'installazione di slot machine. Tutto questo contando che al più presto i comuni avranno gli strumenti per decidere come tutelare i minori, per stabilire limiti anche temporali alle aperture e anche della quantità delle slot machine».
Proprio a questo sono finalizzati gli sforzi delle leggi in discussione in parlamento. Franco Mirabelli è invece contrario a qualunque tassa di scopo. Si possono recuperare – come scritto nella legge d'iniziativa popolare promossa dalla Scuola delle buone pratiche – soldi da destinare a prevenzione e cura del gioco d'azzardo patologico dal monte degli incassi totale. Ma non da una tassa di scopo, salvo far passare l'idea che i comuni possano lucrare sul gioco d'azzardo.

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