Azzardo. Arrivano il divieto di pubblicità in Tv e fondo per ludopatie

Cinquanta milioni l’anno per la cura delle ludopatie e niente spot nella televisione generalista. Passano gli emendamenti alla legge di stabilità. Il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin: “Soddisfatta”. La campagna Mettiamoci in gioco: "Un passo nella giusta direzione". La Consulta antiusura: "Traguardo ancora lontano, e attenzione al boom di giochi via internet. Serve una legge".

Azzardo. Arrivano il divieto di pubblicità in Tv e fondo per ludopatie

“Sono molto soddisfatta dei provvedimenti contenuti nella legge di stabilità che sotto il profilo culturale, ma con un forte impatto immediato, imprimono una svolta nella lotta al gioco patologico, che dal punto di vista sanitario é una delle emergenze che ci troviamo ad affrontare".
Lo dichiara il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin in una nota. Per il ministro, "l’approvazione degli emendamenti che vietano nella Tv generalista italiana la promozione del gioco in fascia protetta e lo stanziamento di un fondo da 50 milioni di euro l’anno finalizzati alla cura istituito presso il Ministero della Salute, segnano un nuovo passo significativo dopo che le cure per le vittime del gioco sono entrate all’interno dei nuovi Livelli essenziali di assistenza (Lea). In questa materia così complessa, dove si confrontano divertimento e libertà individuali con il rischio di una nuova patologia molto seria che genera vittime, la sanità pubblica doveva lanciare un segnale importante, credo il segnale sia arrivato e per questo ringrazio i parlamentari per i lavoro svolto. Nei prossimi mesi - conclude la Lorenzin - saremo impegnati anche in campagne di comunicazione perché ogni cittadino abbia tutte le informazioni e possa effettuare scelte consapevoli”.

Mettiamoci in gioco: un passo nella giusta direzione
“Quanto previsto sul gioco d’azzardo nella legge di stabilità va nella direzione giusta”, dichiara don Armando Zappolini, portavoce di Mettiamoci in gioco, la campagna nazionale contro i rischi del gioco d’azzardo.
“In particolare, il divieto di pubblicità dalle ore 7 alle ore 22 per le tv e le radio generaliste non è ancora il divieto totale da noi richiesto, ma è certamente una prima, seria, misura di contenimento della promozione del gioco d’azzardo. Inoltre, riteniamo fondamentale che, nel definire caratteristiche, distribuzione e concentrazione dei punti vendita, vengano coinvolte le Regioni e gli Enti locali.”
“Credo che dobbiamo ringraziare, per questo risultato – continua don Zappolini – anche quei parlamentari che da tempo si stanno battendo con noi per regolamentare davvero il gioco d’azzardo nel nostro paese. A tal proposito, ribadiamo la necessità di avere, al più presto, una legge quadro per tale settore. C’è una buona proposta approvata in Commissione Affari sociali che langue nelle aule parlamentari. Ci attendiamo che parlamento e governo assumano impegni precisi al riguardo”.

Consulta antiusura: un piccolo passo, traguardo lontano
“Un piccolo passo verso un traguardo che è ancora molto lontano” perché per prevenire il gioco d’azzardo patologico “non basta il divieto della pubblicità dalle 7 alle 22 sulle tv generaliste. Siamo soddisfatti ma ancora resta da fare”.
Così mons. Alberto D’Urso, vicepresidente della Consulta nazionale antiusura, commenta l’emendamento del governo ricordando che si tratta comunque di “misure insufficienti”; serve “una Legge che disciplini a livello nazionale l’azzardo on-line che oggi costituisce il vero problema di cui occuparsi” per il quale – ricordano la Consulta e il cartello “Insieme contro l’azzardo” – sono stati spesi “89 miliardi di euro nel 2015, sottratti all’economia reale nonché ai bisogni primari dei cittadini. Vietare la pubblicità sulle Tv generaliste senza approntare una robusta legislazione in materia di gioco on-line con una conseguente restrizione pubblicitaria anche via internet, avrà come risultato – concludono i due organismi – una esplosione dell’offerta di azzardo di massa su smartphone, pc e su ogni dispositivo portatile”.

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Fonte: Redattore sociale (www.redattoresociale.it)