Slot a 300 metri da scuole, ospedali, patronati. Anche il Veneto verso la legge

Sgravi Irap per chi non installa slot machine, più prevenzione e soprattutto una distanza minima da tutti i luoghi sensibili e di aggregazione. La proposta all'esame della commissione sanità del consiglio regionale va nella giusta direzione. E non a caso l'industria del settore alza subito le barricate.

Slot a 300 metri da scuole, ospedali, patronati. Anche il Veneto verso la legge

Un marchio "slot free"; sgravi Irap per i locali che non ospitano slot machines e apparecchi da gioco, aumento dell’addizionale regionale Irap per chi invece li mantiene; distanze minime delle sale gioco da scuole, patronati, centri sportivi e case di riposo; un numero verde con relativo indirizzo mail per avere informazioni e consigli, programmi di prevenzione ad ampio spettro per tutte le età: sono gli interventi di contrasto al gioco d’azzardo delineati nel testo unico in discussione in commissione sanità del consiglio regionale del Veneto.
Il testo fa sintesi di cinque diverse iniziative legislative, con l'obiettivo di coniugare la prevenzione dei danni causati dalla "febbre da gioco" con le azioni di contrasto al proliferare di sale da gioco e scommesse, sino a sanzioni verso chi installa apparecchi illeciti o truccati.
Il Veneto risulta essere oggi la quinta regione in Italia per scommesse e giocate, con 5 miliardi e mezzo di euro di puntate nel 2013 tra videopocker e slot machines, Gratta e vinci e schedine del lotto e dell’Enalotto. È inoltre la prima regione in Italia, insieme all’Emilia Romagna, nell’industria di produzione di slot machines e software per scommesse.

Irap più leggera per chi rifiuta le slot
Il "cuore" dell’intervento normativo della regione – secondo il testo in discussione – sta nella modulazione dell’imposta regionale per le attività produttive (Irap) che verrebbe alleggerita per gli esercenti che rinunciano ad installare le macchinette mangia-soldi e invece resa più gravosa per i locali che sceglieranno di ospitare slot, videopoker e giochi vari.

Distanza di sicurezza da luoghi sensibili
Oltre ad incentivi e disincentivi fiscali, la proposta in discussione punta ad allontanare i punti-scommessa e le sale giochi dai luoghi di aggregazione, scuole, ospedali ed edifici pubblici imponendo una distanza minima di 300 metri, pena salate sanzioni.

Potenziati i servizi delle Ulss per la prevenzione
Parallelamente il progetto di legge investe sulla prevenzione, potenziando i servizi per le dipendenze delle Ulss perché siano in grado (attraverso interventi educativi e presa in carico dei casi patologici) di porre un argine alle ludopatie e di evitare tanti drammi umani e familiari.

I gestori criticano la distanza minima
In rappresentanza di circa 800 concessionari attivi nel territorio nazionale, la Federazione sistema gioco italia, che realizza 17 miliardi di euro di fatturato annuo (di cui 8 vanno allo stato), si è dichiarata sostanzialmente d’accordo con la proposta di legge in discussione in Veneto in tema di contrasto al gioco d’azzardo illegale e di prevenzione delle ludopatie.
I gestori di sale gioco e punti scommessa sono invece critici sul limite dei 300 metri di distanza dai luoghi sensibili: «Là dove è stato introdotto ha creato un effetto boomerang, facilitando i giochi clandestini – hanno osservato i rappresentanti della Federazione confindustriale – Nel 2013 a fronte di 7300 punti legali di scommessa si calcolano siano attivi circa 7 mila punti illegali, privi di ogni controllo, nei quali secondo la Guardia di finanza vengano giocati "in nero" almeno 23 miliardi l’anno. Non a caso Piemonte ed Emilia Romagna hanno rinunciato a introdurre la distanza minima nelle rispettive leggi regionali».
L’eventuale introduzione della distanza minima di 300 metri da luoghi sensibili – calcola la Federazione Sistema gioco – provocherebbe la chiusura del 75 per cento delle sale gioco attualmente in attività.

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Fonte: Comunicato stampa