Chiesa nel mondo

“Una vita senza la Verità con la ‘V’ maiuscola, anche se è rivestita di apparente forza in realtà è debolissima ed in balia del nulla che si maschera dietro al culto del corpo, della forza, dello sballo, dell’indifferenza, della superficialità”: il pensiero non può che andare anche alle persone accusate dell’omicidio di Willy Monteiro Duarte ascoltando le parole pronunciate dal vescovo di Tivoli e di Palestrina, mons. Mauro Parmeggiani, nell’omelia per le esequie.

“Abbiamo anche noi bisogno dei visti”: è il grido rilanciato dall’Assemblea degli ordinari cattolici di Terra Santa (Aocts), dopo che il quotidiano israeliano Haaretz ha pubblicato la notizia che decine di cristiani evangelici, provenienti dagli Usa, hanno ottenuto dei visti di ingresso in Israele per aiutare, come volontari, nella raccolta delle viti nelle colonie ebraiche in Cisgiordania.

Domenica 13 settembre la Chiesa celebra la Colletta del Venerdì Santo, che quest’anno è stata spostata a causa della pandemia. Per l'occasione il Sir ha intervistato il Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, card. Leonardo Sandri. “La Colletta di Terra Santa, in questo tempo di pandemia, - è l'auspicio del Prefetto - sia un vero e proprio pellegrinaggio di generosità concreta, vissuto con il pensiero e nella preghiera, per chiedere al Signore di avere pietà di noi in questo momento così doloroso e per ringraziarlo del sollievo che ci viene arrecato da medici, infermieri e operatori sanitari in tanti Paesi del mondo. Vogliamo, con la nostra povera offerta, aiutare i fratelli della Terra Santa”

Mentre illustra le ragioni che hanno guidato questa nuova traduzione del Messale Romano, dalla sua espressione traspare tutta la passione con cui, negli ultimi anni, ha seguito questo lavoro. Monsignor Claudio Maniago, vescovo di Castellaneta, in Puglia, dal 2015 è presidente della Commissione episcopale per la liturgia della Cei e dal 2016 è membro della Congregazione vaticana per il culto divino e la disciplina dei sacramenti. Mons. Maniago tiene a precisare che il Messale non è “il libro del prete”: “In realtà questo libro contiene la norma per la celebrazione di tutta l’assemblea. È l’applicazione della visione, bella e importante, che scaturisce dall’ecclesiologia del Concilio Vaticano II: la responsabilità è propria del ministro ma il prete non appartiene a una classe separata, svolge un servizio alla comunità. Chi presiede la celebrazione deve guidare la comunità, all’interno di un’armonia di registri comunicativi che permette a tutti di fare nella liturgia l’esperienza dell’incontro col Signore”.

Sarà un’edizione particolare, a motivo delle normative dettate dalla pandemia, il 13° Pellegrinaggio nazionale delle famiglie per la famiglia in programma sabato 12 settembre e promosso dal Rinnovamento nello Spirito Santo, in collaborazione con la prelatura pontificia di Pompei, la prelatura pontificia di Loreto, l’Ufficio nazionale per la pastorale della famiglia della Cei e il Forum nazionale delle associazioni familiari, con il patrocinio del Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione.

Nel testo “Il coronavirus e la ricerca di un tempo futuro”, mons. Georg Bätzing, presidente della Conferenza episcopale tedesca (Dbk) si ferma a guardare anche gli aspetti positivi scaturiti dalla necessità di resistere alla pandemia del Covid-19 come società civile, oltre che come singoli, e come Chiese. Bätzing fa un parallelo biblico per illustrare la possibilità che questo tempo possa essere considerato come un “Sabbat”, una pausa di riflessione che porta in sé “qualcosa da dire per il tempo a venire”.

"Nel pomeriggio di sabato 3 ottobre 2020 il Santo Padre Francesco si recherà ad Assisi per firmare la nuova enciclica 'Fratelli tutti' sulla fraternità e l’amicizia sociale": questo l'annuncio dato, il 5 settembre, dal direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Matteo Bruni. Si tratterà di una visita in forma privata, senza alcuna partecipazione dei fedeli, per l'attuale situazione sanitaria. Con l'arcivescovo-vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino riflettiamo sulla figura di san Francesco, immagine viva di chi è alla ricerca di una fraternità universale

Ricorre oggi il 95° anniversario della nascita di don Oreste Benzi, il sacerdote riminese fondatore della Comunità Papa Giovanni XXIII. Il suo viaggio terreno si è interrotto nel 2007, nella notte tra la festa di Ognissanti e la Commemorazione dei defunti. Tuttavia la sua presenza spirituale è ancora viva in tante persone che leggono i suoi libri, pregano con il messalino con le sue meditazioni, il Pane Quotidiano , si affidano alla sua intercessione per la richiesta di Grazie.

Al padre, alla madre, all’ambiente in cui nasciamo, nel bene e nel male noi dobbiamo molto di quello che saremo da grandi.

Ebbene, lo diciamo con un sentimento di grande commozione, e di profonda gratitudine a Dio; sì; alla Nostra famiglia, non così povera in verità come ad alcuno piacque presentarla, ma soprattutto ricca di doni celesti: agli esempi dei Nostri buoni genitori, papà e mamma, sempre scolpiti nel cuore: all’atmosfera di bontà, di semplicità e di rettitudine che abbiamo respirata fin dall’infanzia, dobbiamo gran parte della Nostra vocazione sacerdotale ed apostolica.

Discorso del Santo Padre Giovanni XXIII alle partecipanti al IX Congresso nazionale del Centro italiano femminile, III Domenica di Quaresima,

1 marzo 1959