Chiesa nel mondo

L’emergenza sanitaria e le limitazioni resesi necessarie per contrastare il diffondersi della pandemia di coronavirus Covid-19, hanno complicato non poco l’attività degli oratori che, nel giro di poche settimane dal decreto del presidente del consiglio dei ministri del 17 maggio scorso, hanno dovuto interpretare come attuare le disposizioni regionali in materia e, di conseguenza, organizzare le attività estive

Si intitola “È risorto il terzo giorno” ed è una traccia di riflessione elaborata dalla Commissione episcopale per la Dottrina, l’annuncio e la catechesi della Cei per accompagnare equipe diocesane, catechisti e quanti sono impegnati sul fronte dell’annuncio e dell’iniziazione cristiana. Si tratta di una “rilettura biblico-spirituale dell’esperienza della pandemia”, destinata a credenti e non credenti, che prende le mosse da “un ascolto attento delle paure, dei bisogni e delle attese delle persone che, nel proprio contesto e con i propri strumenti, si sono trovate ad affrontare l’emergenza sanitaria da Covid-19”. 

Con l'obbligo delle mascherine la pandemia Covid-19 ha reso ancora più complicata la già difficile vita delle persone sorde. Un'ulteriore barriera comunicativa che si aggiunge alle altre. Come la (quasi) impossibilità di partecipare alla messa, la scarsa inclusione nella vita delle comunità cristiane, le confessioni sbrigative, la mancanza di sostegno spirituale. Per Luca Lamano, sordo, catechista e ricercatore Cnr, servono interpreti e sacerdoti che conoscano la lingua dei segni, uno spazio e una pastorale dedicata

"Rappare non è difficile, rappare non è noioso, dite a Gesù ‘mi fido di te’": si apre così il rap delle suore polacche. Un mix virale e accattivante di parole, ritmo e ballo, che “contagia” ogni luogo della loro quotidianità.