Chiesa nel mondo

Intervista esclusiva del Sir al cardinale Kurt Koch sulla Giornata di preghiera e riflessione per la pace in Medio Oriente. “È un’idea che è maturata in realtà da molto tempo perché la situazione in Medio Oriente sta molto a cuore al Santo Padre. Il Papa ha detto: il tempo è maturo ed è importante dare questo segno della preghiera per la pace per questa regione del mondo e invitare tutte le altre Chiese - soprattutto i Patriarchi delle Chiese ortodosse, orientali e cattoliche - a Bari per pregare insieme per la pace. E rendere questo incontro pubblico per esprimere vicinanza e solidarietà a tutti i cristiani e a tutti gli uomini e le donne che vivono in Medio Oriente”

Per don Ivan Maffeis, sottosegretario della Conferenza episcopale italiana e direttore dell'Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali, "troppe volte le Chiese d'Europa vengono interpretate in modo stereotipato o identificate con modelli che nulla hanno a che fare con la realtà. Pensiamo alla Polonia e all'immagine di Chiesa che viene veicolata, in particolare rispetto al tema dell'accoglienza"

Oggi, 28 giugno si terrà il quinto Concistoro indetto da Francesco in cinque anni di pontificato. Ecco il "volto" delle nuove porpore, che faranno salire a 227 cardinali, di cui 125 elettori e 102 non elettori, il Collegio cardinalizio. 53 provengono dell’Europa, 17 dall’America del Nord, 5 dall’America Centrale, 13 dall’America del Sud, 16 dall’ Africa, 17 dall’Asia e 4 dall’Oceania.

Libertà religiosa nel mondo. Migranti nel Mediterraneo. Giornata di preghiera per il Medio Oriente a Bari. Cristiani perseguitati. Questi i temi affrontati dal segretario di Stato vaticano, cardinale Pietro Parolin, in questa intervista al Sir, a margine di un Simposio internazionale a Roma sulla difesa e la promozione della libertà religiosa nel mondo. “La problematica delle migrazioni - dice - esige il coinvolgimento di tutti. Non può essere rigettata sulle spalle di alcuni soltanto, ma deve essere assunta responsabilmente da tutta Europa e da tutta la comunità internazionale, però sempre in quella linea e in quell’orizzonte di umanità e solidarietà che non può mancare di fronte a questi problemi”.

"Una grande impresa in perdita". Così Papa Francesco, nella preghiera ecumenica a Ginevra, ha definito l'ecumenismo, mettendo in guardia dalla divisione tra "conservatori" e "progressisti". Il cristiano si schiera solo da una parte: quella di Gesù e del Vangelo. Nell'incontro ecumenico, il Papa ha chiesto "un nuovo slancio evangelizzatore", ricordando che la Chiesa non è una Ong: cresce per attrazione. "C'è da inquietarsi quando alcuni cristiani si mostrano indifferenti nei confronti di chi è disagiato", il monito della messa finale al Palaexpo. No a una vita "drogata", sì alla semplicità del pane

“Non è facile, ma i populismi non sono la soluzione”. Così Papa Francesco, in un’intervista esclusiva alla Reuters, sui temi legati all’immigrazione. Nell’intervista il Santo Padre critica l’amministrazione Trump per la decisione di separare le famiglie di migranti al confine col Messico e condivide le dichiarazioni di vescovi cattolici statunitensi che hanno definito la separazione dei bambini dai loro genitori “contraria ai nostri valori” e “immorale”.

Il documento si muove secondo il metodo del discernimento: fa il punto sulla condizione giovanile; la interpreta secondo criteri che colgano gli indizi di futuro che essa racchiude; orienta alcune decisioni che saranno oggetto della valutazione e delle scelte dei padri sinodali. Riconoscere, interpretare, scegliere sono i tre verbi che scandiscono la riflessione del documento e che dovranno guidare i lavori sinodali.

Ricevendo oggi, nella Sala Clementina, il Forum delle associazioni familiari, il Papa ha lasciato da parte il testo scritto per parlare "con il cuore" a 360°, per quasi mezz'ora: "Non stancatevi di sostenere la crescita della natalità in Italia, sensibilizzando le istituzioni e l’opinione pubblica sull'importanza di dar vita a politiche e strutture più aperte al dono dei figli"

«Gridare, rispondere, liberare». Sono i tre imperativi contenuti nel messaggio di Papa Francesco per la seconda Giornata mondiale dei poveri, in programma il 18 novembre. «Un serio esame di coscienza», la richiesta, per dire no alla «fobia» verso i poveri e rifuggire dal protagonismo nelle attività a loro dedicate. Politiche «indegne», la denuncia, spesso opprimono o intimoriscono i poveri.