Chiesa nel mondo

La missione, presente a Ratnapura dal 2005, si occupa di orfani e portatori di handicap fisici e mentali. “Nella nostra piccola esperienza il pilastro che favorisce il dialogo tra le religioni è la vita di condivisione diretta con gli ultimi, di qualsiasi razza e credo", dice Giovanna Fattori, che da tre anni vive nella missione in Sri Lanka

Il vescovo Enrique Angelelli, da molti battezzato come il “Romero argentino”, ucciso “in odium fidei” il 4 agosto 1976 durante il terribile periodo della dittatura militare, sarà beatificato. Insieme a lui i sacerdoti Carlos Murias e Gabriel Longueville e il laico Wenceslao Pedernera, uccisi dagli “incappucciati” a servizio della dittatura pochi giorni prima del loro vescovo. Un prete diocesano francese, un religioso, un laico e un vescovo. Diverse vocazioni, ma tutti beati, perché tutti martiri, vittime degli stessi carnefici

“La Chiesa si è lasciata provocare e le persone disabili hanno riscoperto la loro soggettività. Si è lavorato insieme. Hanno iniziato a ‘pretendere’ che tutto non si concludesse con la Comunione. Hanno scoperto il loro dono. Questo ha obbligato la comunità a modificarsi per accoglierli”. Così suor Veronica Donatello, responsabile del Settore per la catechesi delle persone disabili dell'Ufficio catechistico nazionale della Cei, presenta il convegno nazionale sul tema “La comunità generativa: l’accompagnamento alla vita cristiana della persona con disabilità”

La Chiesa evangelica-luterana in Italia (Celi) compie 70 anni. Era il 1949 quando le Comunità evangeliche-luterane in Italia si unirono per formare una Chiesa dandosi una costituzione. L’anniversario sarà ricordato con brevi retrospettive e una mostra, al Sinodo della Celi che si svolge a Roma dal 25 al 28 aprile. Il decano Heiner Bludau delinea al Sir un bilancio e una prospettiva

Una santità concreta, impastata di fragilità e fatica, ma non per questo meno preziosa. E' l'orizzonte all'interno del quale gli sposi sono chiamati a vivere il Vangelo del matrimonio. Domani si apre ad Assisi la XXI Settimana nazionale sulla spiritualità coniugale e familiare. Don Paolo Gentili: partire dalla "rivoluzione della tenerezza" e “allenare i muscoli del cuore nel perdono"

Parla monsignor Warnakulasuriya Devsritha Valence Mendis: "Inaspettato, nel paese relazioni pacifiche tra fedi diverse". Cordoglio delle Acli e della Comunità ebraica: "Contrastare ogni forma di terrorismo e intolleranza". L'Unicef denuncia: "Almeno 45 bambini morti"

“Celebriamo questa messa in ricordo delle persone decedute in Sri Lanka a causa degli attacchi terroristici e per coloro che soffrono per a causa di questo triste evento”: così il Custode di Terra Santa, padre Francesco Patton, ha fatto memoria degli attentati di Pasqua in Sri Lanka celebrando la messa lunedì al santuario della “Manifestazione di Nostro Signore Gesù Cristo” (El-Qubeibeh), dove si venera l’apparizione di Cristo risorto dopo la risurrezione.

Condanna del Consiglio dei saggi musulmani: “Questi atti vanno contro gli insegnamenti di tutte le religioni e di tutti i credo, nonché contro tutte le leggi e norme sociali internazionali”. Il mondo ebraico chiede “tolleranza zero per coloro che usano il terrore per far avanzare i loro obiettivi”. I leader cristiani si uniscono in preghiera con la comunità cattolica dello Sri Lanka. Olav Fykse Tveit (Wcc): “Crediamo fermamente che la violenza, l'odio e la morte non avranno l'ultima parola"

E' rientrato questa mattina nello Sri Lanka, dove vive da anni con la famiglia, Beppe Pedron, referente di Caritas italiana per l'Asia meridionale. Ha trovato un Paese ferito e impaurito e una comunità cattolica "sotto choc" ma solida. In questi giorni si stanno celebrando i funerali. Giovedì ci sarà una riunione tra realtà cattoliche, tra cui Caritas Sri Lanka, per organizzare il sostegno psicologico ai familiari delle vittime. Il cardinale Ranjith si chiede perché, se c'era stato un preallarme, non siano stati informati

“Ho appreso con tristezza e dolore la notizia dei gravi attentati che, proprio oggi, giorno di Pasqua, hanno portato lutto e dolore in alcune chiese e altri luoghi di ritrovo dello Sri Lanka”. Lo ha detto Papa Francesco dopo il messaggio pasquale e la benedizione “Urbi et Orbi”: “Desidero manifestare la mia affettuosa vicinanza alla comunità cristiana, colpita mentre era raccolta in preghiera, e a tutte le vittime di così crudele violenza. Affido al Signore quanti sono tragicamente scomparsi e prego per i feriti e tutti coloro che soffrono a causa di questo drammatico evento”.

"Davanti alle tante sofferenze del nostro tempo, il Signore della vita non ci trovi freddi e indifferenti. Faccia di noi dei costruttori di ponti, non di muri. Egli, che ci dona la sua pace, faccia cessare il fragore delle armi, tanto nei contesti di guerra che nelle nostre città, e ispiri i leader delle Nazioni affinché si adoperino per porre fine alla corsa agli armamenti e alla preoccupante diffusione delle armi, specie nei Paesi economicamente più avanzati"

Ad officiare le funzioni in questa chiesa spoglia, dipinta solo di bianco è padre Roy Snipes, un religioso noto come il prete cowboy per il cappello a tesa larga che indossa costantemente, anche durante le processioni. Nelle sue preghiere e nelle sue omelie non nasconde le critiche verso la scelta dell’amministrazione di edificare proprio sul terreno della missione un muro di circa dieci metri, fornito di telecamere e di strade di accesso facilitate per gli agenti dell’agenzia di immigrazione

Non sappiamo quest’anno che tipo di settimana santa celebreremo. Non essendoci la luce, molti rimangono anche senz’acqua e altri non possono neanche riscaldarsi una zuppa di verdure. Pensavamo di aver toccato il fondo, eppure quante amarezze ancora per tanti morti e profughi. Rimangono i vecchi e i bambini. Con uno stipendio, una famiglia non arriva a fine settimana. E poi, vietato ammalarsi!

Dall'altare della chiesa di san Paolo, a Mosul, dove riposano le spoglie del vescovo martire, mons. Paulos Faraj Rahho, giunge il messaggio di Pasqua del nuovo arcivescovo mons. Michaeel Najeeb Moussa. Attorno a lui solo una quindicina di famiglie cristiane, le uniche rientrate fino ad ora in città dopo la persecuzione dello Stato Islamico. "Costruire ponti di fraternità, demolire muri e seminare speranza”. Passa da qui la nuova vita di Mosul e la rinascita dell’Iraq