Continua l’opera di sostegno della Conferenza episcopale italiana alle strutture ospedaliere, molte delle quali stanno radicalmente modificando la propria organizzazione interna per rispondere all’emergenza sanitaria causata dal Covid-19.
Chiesa nel mondo
Usiamo misericordia verso chi è più debole, esorta Francesco: “ricostruiremo un mondo nuovo”.
“La misericordia non abbandona chi rimane indietro. Ora, mentre pensiamo a una lenta e faticosa ripresa dalla pandemia, si insinua proprio questo pericolo: dimenticare chi è rimasto indietro”.
La festa fu istituita da Giovanni Paolo II nel 1992 che la fissò una settimana dopo la Pasqua. Le visioni di suor Faustyna Kowalska. La fede popolare che anima la chiesa posta in un quartiere alla periferia di Cracovia. Il rettore don Zbigniew Bielas e il card. Stanisław Dziwisz spiegano al Sir il significato della giornata di domenica 19 aprile
“L’eccezionale mobilitazione di migliaia di persone che, gratuitamente e a volte mettendo in pericolo la propria salute e la propria vita, corrono in aiuto ai bisognosi in questo tempo difficile” è per il card. Stanislaw Dziwisz, già arcivescovo di Cracovia e segretario particolare di Giovanni Paolo II, “un segno di speranza oggi particolarmente importante”.
“Un momento forte di incontro”.
“Il senso della missione della Chiesa è quello di essere segno e strumento della misericordia del Padre: di non scandalizzarsi mai per le debolezze, le fragilità, gli sbandamenti umani, ma di chinarsi su queste ferite del cuore con comprensione, pazienza e tenerezza, per aiutare a ritrovare fiducia e speranza, sempre”.
“Ieri ho ricevuto una lettera di una suora, che lavora come traduttrice nella lingua dei segni per i sordomuti, e mi raccontava il lavoro tanto difficile che hanno gli operatori sanitari, gli infermieri, i medici, con i malati disabili che hanno preso il Covid-19. Preghiamo per loro che sono sempre al servizio di queste persone con diverse abilità, ma non hanno le abilità che abbiamo noi”.
Una lettura spirituale e biblica dell’emergenza in atto e delle domande che essa porta con sé, con uno sguardo al post-coronavirus: è stato questo il filo conduttore della sessione primaverile del Consiglio episcopale permanente della Cei, che si è riunito giovedì 16 aprile, in videoconferenza, sotto la guida del presidente, il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve.
“Vorrei che oggi pregassimo per le donne che sono in attesa, le donne incinte che diventeranno mamme e sono inquiete, si preoccupano. Una domanda: ‘In quale mondo vivrà mio figlio?’. Preghiamo per loro, perché il Signore dia loro il coraggio di portare avanti questi figli con la fiducia che sarà certamente un mondo diverso, ma sempre sarà un mondo che il Signore amerà tanto”.
“Offrire un riferimento comune su questioni e sfide vitali nel mondo di oggi, in modo coerente alla visione cristiana ortodossa”. Questo lo “scopo” del documento “Per la vita del mondo. Verso un ethos sociale della Chiesa Ortodossa” che è stato pubblicato oggi dal Patriarcato ecumenico di Costantinopoli. È la prima volta che il mondo ortodosso prende una simile iniziativa. Il Patriarca Bartolomeo: “Frutto di un lavoro teologico collettivo” portato avanti con “saggezza e prudenza”
“Quest’anno, ventesimo anniversario della canonizzazione di Suor Faustina Kowalska e dell’istituzione della Domenica della Divina Misericordia, nel giorno della festa, domenica prossima 19 aprile, il Santo Padre Francesco presiederà la Santa Messa nella Chiesa di Santo Spirito in Sassia, luogo di particolare devozione alla Divina Misericordia”.
“In vista della nuova fase, che si aprirà dopo il 3 maggio, si è a lavoro a contatto con le istituzioni governative, per definire un percorso meno condizionato all’accesso e alle celebrazioni liturgiche per i fedeli”.
“In questi giorni mi hanno rimproverato perché ho dimenticato di ringraziare un gruppo di persone che anche lavora… Ho ringraziato i medici, infermieri, i volontari… ‘Ma lei si è dimenticato dei farmacisti’: anche loro lavorano tanto per aiutare gli ammalati ad uscire dalla malattia. Preghiamo anche per loro”.
A un mese dalla scomparsa di don Vincenzo Rini (14 marzo), presidente della Fisc e dell’Agenzia Sir, pubblichiamo il ricordo di don Gilberto Donnini: "Ci univa non solo la stessa fede in Cristo e nella Chiesa, non solo il fatto di collaborare nella Federazione italiana dei settimanali cattolici, non solo la convinzione dell’importanza degli strumenti della comunicazione, ma soprattutto la nostra amicizia".