Chiesa nel mondo

"Aderire al patto educativo significa impegnarsi a ricostruire le relazioni a tutti i livelli, a partire dai più vicini, dalla famiglia, dal villaggio, per poi allargarsi alla città, al mondo, alla natura". Così mons. Angelo Vincenzo Zani, segretario della Congregazione per l'Educazione cattolica, spiega al Sir il significato del videomessaggio del Papa sul Global Compact on Education, diffuso oggi. "Allargare gli orizzonti", l'imperativo centrale

Non si può non cominciare da tanti, tantissimi gesti concreti, in tutto il mondo, che già sono in atto e cui bisogna dare rispiro, forza, coraggio. Il patto globale insomma indica un obiettivo grande, ma anche permette di mettere in rete e valorizzare tante energie, spesso mortificata. Un processo di portata storica, insomma che passa attraverso l’impegno di tutti e di ciascuno. Senza alibi per nessuno

“Il messaggio di Carlo ai giovani è quello di essere se stessi sviluppando tutti quei doni di bellezza, di armonia, di forza, di esuberanza che Dio mette negli adolescenti. Gli adolescenti non sono ragazzi, non sono ancora uomini ma hanno già tutte quelle energie di vita e quelle potenzialità di bene che poi si svilupperanno nella vita adulta. Carlo ha saputo valorizzare tutto questo”.

Gli ultimi passi e la porta di casa si sta per spalancare nella sua promessa di freschezza e felicità, quando ecco… vi avvicina un ciclista. Gronda sudore che nemmeno un finlandese uscito dalla sauna... Ha il volto offeso dal sole e segnato dalla fatica. Chiede ospitalità per la cena e un giaciglio per la notte, vi racconta di essere un prete di Santa Romana Chiesa che sta facendo il giro d’Italia in bici e senza soldi… per scommessa. Trasecolate: “Quale scommessa, di grazia?”, provate a ribattere esitanti e non senza una punta di biasimo. “Sto provando - incalza lui - a dimostrare che è possibile attraversare la Penisola, riuscendo ogni giorno a trovare ospitalità a casa di persone conosciute sul momento. Mi aiuti?”

È morto a soli 15 anni, eppure nel breve tempo che ha avuto a sua disposizione ha lasciato un segno, tanto che Papa Francesco, nella "Christus vivit", lo ha proposto ai giovani come modello di santità dell’era digitale. Innamorato dell'Eucaristia, sapeva riconoscere Cristo nel volto dei poveri non limitandosi all’attenzione premurosa ma cercando di entrare in amicizia con loro. Questi sono alcuni dei tratti di Carlo, che sarà beatificato, oggi 10 ottobre, ad Assisi. Della sua figura parliamo con l'arcivescovo-vescovo Domenico Sorrentino