Chiesa nel mondo

Mondragone, in provincia di Caserta, è da giorni sotto i riflettori per la scopera di un focolaio di coronavirus. L'emergenza, però, ha scoperchiato una realtà difficile dove ci sono famiglie bulgare di etnia rom che vivono in condizioni ai limiti: le donne nei campi lavorano tutto il giorno per 1,5/2 euro all'ora, gli uomini passano la giornata in strada senza far niente, i bambini non frequentano la scuola. "Noi - ci racconta don Osvaldo Morelli, che è anche il direttore della Caritas diocesana di Sessa Aurunca - siamo gli unici che dialoghiamo con loro, li accogliamo a mensa e li aiutiamo. Gli altri sanno, ma fanno a scaricabarile sulle responsabilità"

Parte oggi il “pronto intervento famiglie” promosso dalla Cei: una rete di 63 consultori con oltre 300 operatori disseminati su tutto il territorio nazionale per accogliere i bisogni dei nuclei familiari provati dall’emergenza pandemia e aiutarli a ripartire. Attivo il numero nazionale 0681159111 e, per le persone con disabilità, l’indirizzo e mail pastoraledisabili@chiesacattolica.it.

I più colpiti dal lockdown e dagli effetti della Covid-19 sono stati ancora una volta coloro che già prima della pandemia vivevano una situazione di disagio sociale e di deprivazione economica. Ma anche persone che non vivevano in precedenza particolari condizioni di disagio sono state ugualmente colpite dagli effetti socio-economici del virus. In questo senso, la cosiddetta diffusione “democratica” della malattia ha determinato la riduzione di quelle barriere di riservatezza che solitamente inibiscono il ricorso ai servizi della Caritas: si è registrato infatti in tutto il Paese, sia a Nord che a Sud, un aumento di “nuovi poveri”, ossia di persone che non si erano mai rivolte alla Caritas in passato e che si sono trovate nella condizione di dover richiedere una qualche forma di aiuto.

Ancora poche ore e poi il 1° luglio dovrebbe prendere il via l’annunciata annessione, da parte di Israele, delle aree della Cisgiordania dove sono state edificate oltre 130 colonie, considerate illegali dalla comunità internazionale. Le dure reazioni delle Chiese locali e internazionali per le quali l'annessione rischia di mettere una pietra tombale alla soluzione, da tutti sostenuta, dei "Due Popoli, Due Stati"

L’estate “inedita” a causa del coronavirus non ha fermato gli oratori ambrosiani e oggi l’arcivescovo Mario Delpini ne incontra tre. Alle ore 14.30 l’oratorio Sant’Ignazio di Loyola (piazza Borotti a Milano) e subito dopo, intorno alle 15.00, l’oratorio San Leone Magno (via Carnia, Milano) e a seguire, intorno alle 16.00, si recherà a Sesto San Giovanni, presso l’Oratorio San Giovanni Bosco (via Monte San Michele).

Sono 11 le biblioteche monumentali italiane, annesse ai monumenti nazionali, protagoniste di un grande progetto di digitalizzazione degli incunaboli. L’iniziativa è partita nel 2018, vede la direzione scientifica della Biblioteca nazionale centrale di Roma, ma ha un respiro internazionale grazie alla collaborazione con il Consortium of European Research Libraries e al sostegno economico della Fondazione Polonsky, britannica, impegnata da anni nel sostegno all’accesso e alla condivisione internazionale del patrimonio librario.

Il 29 giugno ricorre la memoria liturgica dei Santi Pietro e Paolo, patroni della diocesi di Roma. Per l'occasione il Sir ospita una riflessione di padre Frederic Manns, francescano, presbitero e biblista francese - tra i massimi esperti del rapporto tra giudaismo e cristianesimo nei primi secoli - è professore di Ermeneutica e Storia dell’esegesi ebraica presso la Facoltà di Scienze Bibliche e Archeologia di Gerusalemme (Studium Biblicum Franciscanum). Con lui ripercorriamo i luoghi e le vite dei due apostoli che a Roma trovarono il martirio.

“Oggi abbiamo bisogno di profezia, di profezia vera: non di parolai che promettono l’impossibile, ma di testimonianze che il Vangelo è possibile. Non servono manifestazioni miracolose, ma vite che manifestano il miracolo dell’amore di Dio. Non potenza, ma coerenza. Non parole, ma preghiera. Non proclami, ma servizio. Non teoria, ma testimonianza”.