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Dag Hammarskjöld, uomo politico svedese, visse dal 1905 al 1961, quando morì in un incidente aereo in Africa meridionale durante una missione di pace. Per otto anni fu segretario generale delle Nazioni Unite e dopo la sua morte gli fu conferito il premio Nobel per la pace per la sua attività umanitaria. Fu dunque uomo noto negli ambienti politici internazionali, di quelli che conosciamo dai mezzi di comunicazione.

Otto anni fa, al funerale, don Franco durante l’omelia disse che Stefano era stato un grande educatore perché prima di tutto aveva saputo tirare fuori il meglio da se stesso. Educare vuol dire tirare fuori. Don Lorenzo Milani, che ci aiuta a riflettere in questo mese, è stato certamente un educatore esemplare per la sua capacità di tirare fuori il meglio dai suoi ragazzi, con tenacia e fiducia, puntando in alto e chiedendo forte impegno.

Sono proprio contenta di proporre questo mese Gino Bartali come testimone di carità. Tutti conosciamo il campione della bicicletta, non tutti sanno di altri aspetti belli della sua vita. Ma lo proponiamo in un mensile di spiritualità perché attraverso la sua esperienza di credente possa aiutarci a vedere Dio che ci ama e ci chiede di amare, qualsiasi sia la nostra condizione di vita.

Avevo quasi sedici anni il 12 febbraio del 1980 quando vidi quelle immagini alla televisione: non conoscevo tanto Vittorio Bachelet, sapevo che era stato il presidente dell’Azione cattolica a cui anch’io appartenevo da un paio d’anni.

«I poveri li avrete sempre con voi»: quanto mi inquieta questa affermazione di Gesù, quanto mi sento tanto inadeguata di fronte a ogni povero che incontro sulla mia strada. Ho letto “Ciò che inferno non è”, il romanzo di Alessandro D’Avenia dedicato a padre Pino Puglisi, prete palermitano ucciso dalla mafia.

Alla messa del campo, quando il papà fa la comunione, Nicolò, che ha quattro anni ed è in braccio a lui, osserva la particola e sussurra: «Papà, ma Gesù esiste?». Non so a cosa pensa il bimbo, ma comprendo che può essere complicato credere in un Dio che ci viene così vicino, che si lascia mangiare, che diventa tanto piccolo e fragile.

«Una donna forte chi potrà trovarla?». La donna descritta nel libro dei Proverbi è davvero una meraviglia! È forte perché rende felice il suo sposo ogni giorno della vita; perché lavora, creando cose nuove, belle, utili che le permettono di rendersi autonoma; perché partecipa alla vita sociale nella vicinanza verso i poveri. Davvero una donna forte, che vale per ogni aspetto della sua personalità.