L'editoriale di Gennaio

Nella storia e nella stessa materia fisica si intrecciano costantemente varie forze. Ci sono spinte che aggregano e altre invece che disgregano. Ci sono movimenti che uniscono e ci sono tendenze che dividono. Unità e disgregazioni, legami e fratture sembrano essere come un ritmo costante che innerva il vivere. Ci sono persone impegnate a separare, a distinguere, a precisare e altre invece a riparare, riabilitare, ricucire e ricostruire.

L'editoriale di Gennaio

Nella storia e nella stessa materia fisica si intrecciano costantemente varie forze. Ci sono spinte che aggregano e altre invece che disgregano. Ci sono movimenti che uniscono e ci sono tendenze che dividono. Unità e disgregazioni, legami e fratture sembrano essere come un ritmo costante che innerva il vivere. Ci sono persone impegnate a separare, a distinguere, a precisare e altre invece a riparare, riabilitare, ricucire e ricostruire. Tutto questo accade anche nelle comunità cristiane e la storia della Chiesa ci presenta tanti esempi di divisioni e, purtroppo, un po’ meno di riconciliazioni.
Da oltre un secolo, dal 18 al 25 gennaio ogni anno tutti i cristiani delle diverse confessioni (cattolici, ortodossi, riformati, luterani, anglicani, battisti, metodisti, valdesi…) si ritrovano insieme a pregare. Tutto questo si chiama ecumenismo, cioè la passione per essere sempre più fedeli al Vangelo e quindi sempre più fratelli e sorelle nella fede, pur tra differenze e divisioni. L’ecumenismo ci educa a una visione complessa e poliedrica tanto della realtà che dell’esperienza di discepoli di Gesù. Ci auguriamo tutti di essere persone capaci di costruire ponti, e non muri, con il coraggio di chi fa il primo passo.

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