L'editoriale di Ottobre

Con l’enciclica Fidei donum, Pio XII già nel 1957 poneva l’attenzione sulla dimensione missionaria come caratteristica propria della Chiesa nel suo complesso. È così che il dono della fede diventa non solo motivo di ringraziamento a Dio per i suoi benefici, ma anche un impegno concreto, che nasce dalla consapevolezza che questo dono esige di essere a sua volta annunciato.

L'editoriale di Ottobre

Con l’enciclica Fidei donum, Pio XII già nel 1957 poneva l’attenzione sulla dimensione missionaria come caratteristica propria della Chiesa nel suo complesso. È così che il dono della fede diventa non solo motivo di ringraziamento a Dio per i suoi benefici, ma anche un impegno concreto, che nasce dalla consapevolezza che questo dono esige di essere a sua volta annunciato. Essere missionari è dunque un dare e ricevere il dono della fede, in uno scambio continuo che è intrinseco nella natura di ogni battezzato. Nello stesso tempo viene messa in evidenza la necessità che le chiese locali collaborino tra loro perché questo dono possa diffondersi tra i tanti che non sono ancora stati raggiunti dal messaggio di salvezza di Gesù Cristo.
Oggi sono migliaia i laici, presbiteri, diaconi e religiosi che vengono inviati dalla propria chiesa locale a chiese di altri paesi e continenti per portare l’annuncio del Vangelo, che si traduce in gesti piccoli e grandi a servizio, innanzitutto, della dignità di ogni uomo e donna, a volte anche a costo della vita. Lo stesso impegno è chiesto ad ogni cristiano: l’incontro con Cristo che rende discepoli chiede di aprirsi al dono della fede come apostoli, inviati nel suo nome a portare la sua Parola lì dove abita la nostra vita.

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