L'editoriale di giugno

Molti film e serie di genere fantascientifico prodotti negli ultimi anni hanno un tratto in comune: mostrano un futuro distopico, in cui il nostro pianeta è reso invivibile dalle conseguenze di un uso indiscriminato delle sue risorse. Il progresso tecnologico è spinto dalla convinzione che le potenzialità dell’essere umano non abbiano limiti e che tutto ciò che si può immaginare sia in qualche modo anche realizzabile.

L'editoriale di giugno

Molti film e serie di genere fantascientifico prodotti negli ultimi anni hanno un tratto in comune: mostrano un futuro distopico, in cui il nostro pianeta è reso invivibile dalle conseguenze di un uso indiscriminato delle sue risorse. Il progresso tecnologico è spinto dalla convinzione che le potenzialità dell’essere umano non abbiano limiti e che tutto ciò che si può immaginare sia in qualche modo anche realizzabile. Non sempre però ciò che si può realizzare è per il bene dell’uomo che, messo al centro di tutto, finisce per fare del male a se stesso e arriva a danneggiare ciò che lo circonda. Papa Francesco parla di mancanza di limiti nel potere dell’uomo e della necessità di recuperare uno sguardo diverso sulla realtà. Quanto, oggi, siamo ancora capaci di riscoprire e di mettere davanti alle nostre piccole e grandi scelte quotidiane quei valori fondamentali che ci contraddistinguono come “esseri umani”?
Se la crisi ecologica ha il suo fondamento nella crisi dell’umano, allora la buona notizia che ci attende ha a che fare con l’invito a recuperare questo sguardo ancorato al valore della vita, a una libertà che senza quei limiti dati dalla responsabilità sconfina della distruzione, a un’umanità che sa di non essere autonoma e per questo si prende cura di ogni realtà con cui è in connessione.

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