L'editoriale di luglio

Viviamo nell’epoca delle reti. In inglese sia il vocabolo web che net dicono rete. Web però dice anche ragnatela, come net indica la rete di pallavolo, da cui anche inter-net, tra-la-rete. Ogni rete parla di legami e legacci, di nodi che uniscono e, allo stesso tempo, possono imprigionare. 

L'editoriale di luglio

Viviamo nell’epoca delle reti. In inglese sia il vocabolo web che net dicono rete. Web però dice anche ragnatela, come net indica la rete di pallavolo, da cui anche inter-net, tra-la-rete. Ogni rete parla di legami e legacci, di nodi che uniscono e, allo stesso tempo, possono imprigionare. La rete ci piace quando ci torna utile, perché in qualche modo rimanendo in uno dei suoi nodi godiamo dei benefici sparsi attorno. La rete diventa un incubo quando vorremmo sciogliere il nodo nel quale ci troviamo perché irretiti, appunto, da qualcosa che ci sta facendo male. Papa Francesco nella sua proposta di ecologia integrale ci propone un pensiero reticolare, parte dal network, da nodi e legami che stringono i vari aspetti della vita sul pianeta. Se la rete è a nostro vantaggio allora “ci piace”, ad esempio quella tra sfruttamento delle risorse, produzione industriale, ampio guadagno. Se, invece, la stessa rete genera ingiustizie, allora è meglio far finta che non esista. L’ecologia integrale, invece, significa trasformare le reti di ingiustizia in tessiture di fraternità dove gli ambienti, le politiche economiche e le dinamiche sociali sono tutti nella stessa rete. Un mondo ormai tutto in rete può diventare l’incanto della fraternità e, allo stesso tempo, l’incubo dell’egoismo.

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