L’editoriale di maggio

«Laudato si’ cum tutte le tue creature…»: questo è l’inizio del ritornello di lode che innerva per otto volte il Cantico di Frate Sole, detto anche Cantico delle creature, composto da san Francesco d’Assisi nel 1225, poco più di un anno prima della morte. Come interpretare questo «cum tutte le creature»? L’analisi di questo celebre testo, che inaugura la letteratura italiana, è arrivata a suggerire fino a sei interpretazioni del valore della preposizione «cum».

L’editoriale di maggio

«Laudato si’ cum tutte le tue creature…»: questo è l’inizio del ritornello di lode che innerva per otto volte il Cantico di Frate Sole, detto anche Cantico delle creature, composto da san Francesco d’Assisi nel 1225, poco più di un anno prima della morte. Come interpretare questo «cum tutte le creature»? L’analisi di questo celebre testo, che inaugura la letteratura italiana, è arrivata a suggerire fino a sei interpretazioni del valore della preposizione «cum». Innanzitutto da questo dato possiamo trarre l’insegnamento importante sul fatto che possiamo vivere la nostra lode e cura per ogni creatura in molti modi. Le tre interpretazioni principali del «cum» francescano, invece, ci aiutano a mettere insieme tre ragioni importanti della riconoscenza e della responsabilità. Ci può essere un significato di causa, traducendo a motivo, a causa di tutte le creature. C’è poi un senso strumentale e quindi la lode del Signore è possibile attraverso, proprio per mezzo delle sue creature. Infine, c’è un valore di agente, le creature sono invitate a essere loro stesse coloro che lodano, insieme dunque a tutte loro. Un’interpretazione non esclude l’altra, anzi, insieme creano quella fraternità di responsabilità che tutti ci coinvolge.

scarica la pagina in pdf

Copyright Difesa del popolo (Tutti i diritti riservati)
Allegato 05atpag01.pdf (32,73 kB)