L'editoriale di marzo

Dire creazione è diverso dal parlare di natura. Le “cose” abbracciate da queste due parole sono, in fin dei conti, le stesse. La differenza sta tutta nella qualità delle relazioni. Parlare di creazione significa riconoscere, infatti, il legame con il creatore e considerare gli esseri viventi delle creature. Tutto si gioca nel riconoscere e custodire questi legami. 

L'editoriale di marzo

Dire creazione è diverso dal parlare di natura. Le “cose” abbracciate da queste due parole sono, in fin dei conti, le stesse. La differenza sta tutta nella qualità delle relazioni. Parlare di creazione significa riconoscere, infatti, il legame con il creatore e considerare gli esseri viventi delle creature. Tutto si gioca nel riconoscere e custodire questi legami. Quando le relazioni sono fonte di fatiche tendiamo a dimenticarle, eppure è impossibile vivere al di fuori di una trama di rapporti che ci costituisce. L’enfasi sull’individualismo che ci rende tutti dei singoli consumatori, ognuno con il suo contatto comunicativo e commerciale (smartphone, numero, account, messaggio, e-mail, profilo web…). Sembra che la qualità delle relazioni sia curata soprattutto da un interesse economico.
Un famoso verso del mistico Angelus Silesius dice: «Perché fiorisce la rosa?». Creazione, infatti, dice una trama di relazioni fondamentalmente gratuite. Cosa abbiamo fatto direttamente perché gli esseri viventi esistano? Possiamo compiere molte azioni che danneggiano le creature, ma esse ci sono date tutte in dono, anche le cimici, le ortiche e le zanzare…! Creazione è, dunque, vangelo, cioè buona notizia che ci ricorda la sorprendente generosità di Dio, amante di ogni creatura.

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