La giornata di domenica 11 ottobre

La tavola della festa. La Parola di Dio di oggi si apre con la promessa di un evento festoso. La tavola infatti, è il luogo più bello dove memorie e ricordi affiorano e assumono una sensazione di pienezza che mi fa crescere in tutta la mia integrità. Sin da piccolo, lo stare a tavola con nonni, zii e cugini erano i momenti più belli. Dove, a pensarci bene, non c’era sempre un vero motivo di festa, ma ugualmente il fatto stesso di incontrarci tutti faceva la festa. Era la bellezza della festosità di un incontro, che diventa esso stesso dono, vita e futuro. La vita, posso dire, parte da quella tavola. 

La giornata di domenica 11 ottobre

La tavola della festa. La Parola di Dio di oggi si apre con la promessa di un evento festoso. La tavola infatti, è il luogo più bello dove memorie e ricordi affiorano e assumono una sensazione di pienezza che mi fa crescere in tutta la mia integrità. Sin da piccolo, lo stare a tavola con nonni, zii e cugini erano i momenti più belli. Dove, a pensarci bene, non c’era sempre un vero motivo di festa, ma ugualmente il fatto stesso di incontrarci tutti faceva la festa. Era la bellezza della festosità di un incontro, che diventa esso stesso dono, vita e futuro. La vita, posso dire, parte da quella tavola. L’immagine che la Parola ci offre oggi è proprio l’immagine di un dono grande che ci attenderà e attraverso il quale sperimenteremo la vita piena.
La tavola della quotidianità. Quante gioie, drammi, consolazioni si sono consumate attorno a quel tavolo. I bisticci dei cugini più piccoli, ma anche sorrisi, giochi, chiacchere fino a tardi e i racconti dei più anziani. Il tavolo di una ferialità che mette tutti, seppur diversi, a partecipare all’unica gioia di una famiglia, di sentirsi amati, di una speranza di un futuro buono le cui premesse sono attorno a quel tavolo. Un tavolo che mi ha fatto crescere, maturare nelle scelte, nelle emozioni, nelle decisioni. Un tavolo che mi dona una forza nuova, un tavolo a cui oggi mi invita il Signore.
La tavola della relazione. L’incontro a tavola più bello spesso è l’invito che giunge all’improvviso. Un invito a cui non ci si sottrae mai perché già ricco di una relazione, di un vissuto, di un ritmo già acquisito. È l’incontro dei due amici che si fermano a cena dopo una passeggiata, dopo una domenica in compagnia, dopo quindi aver condiviso qualcosa insieme. La tavola dunque fa da corona a quel giorno, e così a quel legame. Penso allora ai tanti inviti che ricevo dal Signore nella mia quotidianità, inviti ai quali non sempre so dare giusta risposta. Perché distratto, svogliato, o semplicemente perché sono impegnato in altre faccende. Penso alla bontà di quel re che non si stanca di ricevere rifiuti e in modo inaspettato continua ad allargare quella lista di invitati. Una lista che comprende tutti, “buoni” e “meno buoni”. L’obiettivo di quel re non è finalizzato a riempire la sala di commensali, oppure a far sì che la sua festa di nozze riesca bene, ma piuttosto a rendere partecipi tutti del suo evento festoso. Egli desidera che io partecipi pienamente a quel banchetto di nozze che potrà apparirmi come evento in programma da tempo, oppure come evento improvvisato, ancora come evento formale o semplicemente informale, ma in ogni caso mi chiede di esserci con tutto me stesso, con il mio abito nuziale. Signore, fa che possa rispondere al tuo invito a partecipare pienamente alle nozze con quell’abito nuziale che mi contraddistingue!

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