La giornata di domenica 14 settembre

Mi colpisce Nicodemo. Era un fariseo, capo dei giudei. Egli va da Gesù di notte. Mi sono sempre chiesta il perché. Ha forse paura che qualcuno lo veda? Oppure ha paura di essere giudicato perché incontra Gesù, un personaggio un po’ scomodo? Nicodemo chiama Gesù Rabbì, maestro. È un appellativo attraverso il quale riconosce che egli deve venire sicuramente da Dio, visto i segni che compie. Forse non è ancora convinto che Gesù sia il Figlio di Dio, ma nel suo modo di parlargli emerge la sua convinzione che Dio è con lui, altrimenti non potrebbe fare quello che fa. Apparentemente non va a chiedere qualcosa. Perché non gli chiede apertamente se è lui il re che deve venire? Mi sembra di riconoscere nella situazione di Nicodemo tanti tratti della mia vita quando non riesco a far domande.

La giornata di domenica 14 settembre

Mi colpisce Nicodemo. Era un fariseo, capo dei giudei. Egli va da Gesù di notte. Mi sono sempre chiesta il perché. Ha forse paura che qualcuno lo veda? Oppure ha paura di essere giudicato perché incontra Gesù, un personaggio un po’ scomodo? Nicodemo chiama Gesù Rabbì, maestro. È un appellativo attraverso il quale riconosce che egli deve venire sicuramente da Dio, visto i segni che compie. Forse non è ancora convinto che Gesù sia il Figlio di Dio, ma nel suo modo di parlargli emerge la sua convinzione che Dio è con lui, altrimenti non potrebbe fare quello che fa. Apparentemente non va a chiedere qualcosa. Perché non gli chiede apertamente se è lui il re che deve venire? Mi sembra di riconoscere nella situazione di Nicodemo tanti tratti della mia vita quando non riesco a far domande. Per fare domande bisogna riflettere, confrontarsi, mettersi nel dubbio che tutto quello che fino a quel momento sembra funzionare potrebbe avere altri risvolti. Anch’io non ho timore di credere che Gesù compia prodigi in nome di Dio, ma riconoscere che egli è il Figlio di Dio, che è Dio, il Dio della mia vita, è un passaggio che potrebbe cambiarla, costringendomi a prendere altre strade, a modificare stili di vita, a prendere decisioni importanti ma difficili. Potrebbe voler dire esporsi di fronte alle istituzioni, liberarsi anche dalle cose che sono sempre state fatte così. Ciò che frena dal riconoscere Gesù come il Dio della mia vita è la paura che la stabilità venga a vacillare. Gesù però sembra rispondere a una domanda nascosta di Nicodemo.
Forse Nicodemo voleva chiedergli come si fa a riconoscere il regno di Dio e, in questo modo, aiutarlo a capire che lui era proprio figlio di quel re, e che perciò era egli stesso re! Gesù dichiara che bisogna rinascere dall’alto per vedere il regno di Dio. Che si riferisca alla morte dall’alto di una croce? Egli afferma che il figlio dell’uomo deve venire innalzato perché chiunque crede in lui avrà la vita eterna. Sappiamo bene la sorte che verrà riservata a Gesù! Innalzato sulla croce... Da quella croce discenderà per risorgere. Dirà alle donne di cercarlo non tra i morti ma in Galilea, tra i vivi, tra le cose che capitano ogni giorno. Ed è proprio innanzi alla croce che ritroviamo Nicodemo. Nel vangelo di Giovanni, infatti, egli riappare il giorno della morte di Gesù. Assieme a Giuseppe di Arimatea va a prenderne il corpo martoriato sulla croce, portando una mistura di mirra e aloe. Va a prendere il corpo di quell’uomo che lui chiamava Rabbì e che sopra la sua testa aveva una scritta: «Il re dei giudei». Giuseppe di Arimatea e Nicodemo avvolgono il suo corpo in bende insieme con oli aromatici com’era usanza seppellire per i giudei.Nicodemo non abbandona le usanze, al contrario: andare a prendere Gesù e seppellirlo con pietà sono gesti che vogliono dimostrare l’affetto, l’amore, la carità per quell’uomo che riconosce come giusto, ucciso malvagiamente. Finalmente è consapevole della sua testimonianza. Gesù si era dichiarato re: per questo l’avevano condannato a una morte atroce, la morte in croce. 
Nicodemo con gesto pietoso in quel momento riconosce la regalità di Gesù, il suo essere re non solo dei giudei, ma di tutta l’umanità. Chiunque crederà in lui e nella sua risurrezione avrà la vita eterna. Non morirà neanche appeso a una croce, neanche sotto le macerie di una chiesa o di un albergo fatti saltare da una bomba. Da quel momento Nicodemo tenta di rinascere dall’alto... Signore, non ce la faccio a dire «Evviva la croce» e non ti chiedo di appendermi a una croce, non lo chiederei mai né per me né per nessun altro. Aiutami però ad accorgermi delle croci innalzate intorno a me e ad accettare le sofferenze mie e di chi mi sta accanto. Aiutaci, dentro a quelle sofferenze, a innalzare lo sguardo e guardare a te, riconoscendo il tuo amore grande, la tua testimonianza, la tua regalità misericordiosa dentro a questo mondo così difficile da cambiare. Donaci il coraggio di prendere sul serio la tua testimonianza e di lasciarci cambiare la vita da te, che sei il Figlio di Dio, che sei Dio, il Dio della nostra vita.

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