La giornata di domenica 26 maggio

L’amore, quello vero, quello con la A maiuscola, domanda questo, porta inevitabilmente e per sua natura a questo, senza neppure il bisogno di chiederlo: fidarsi dell’altro fino a osservarne ogni parola, ogni gesto, forte del fatto che, trattandosi di amore, non può che far bene, che portare al bene. Osservare, più che seguire: sì, perché le parole sono importanti! Osservare per poter accorgersi e amare ogni dettaglio, ogni più piccola increspatura dell’altro, fidandosi che anche la più imperfetta sia di fatto la più bella.

La giornata di domenica 26 maggio

L’amore, quello vero, quello con la A maiuscola, domanda questo, porta inevitabilmente e per sua natura a questo, senza neppure il bisogno di chiederlo: fidarsi dell’altro fino a osservarne ogni parola, ogni gesto, forte del fatto che, trattandosi di amore, non può che far bene, che portare al bene. Osservare, più che seguire: sì, perché le parole sono importanti! Osservare per poter accorgersi e amare ogni dettaglio, ogni più piccola increspatura dell’altro, fidandosi che anche la più imperfetta sia di fatto la più bella.
Questo mi viene chiesto, ogni giorno, anche nei periodi più duri in cui si affaccia la consapevolezza della fatica, delle scelte difficili, magari fatte di lontananza, di direzioni inaspettate, di cambiamenti profondi. Fidati, anche quando ti sembra di essere distante da te stessa: l’altro ti ama, esattamente per come sei, anche quando tu fatichi a riconoscerti. Fidati, perché l’altro parla con la sua voce, perché è la voce dell’Amore, sì, quello con la A maiuscola. Fidati, tu fidati e basta: l’Amore non ha bisogno di grandi perché, mi dicono! E la mia voglia di avere almeno un po’ le redini tra le dita, il mio essere incline al perfezionismo, al controllo, la mia curiosità di sapere almeno un po’ come andrà a finire: dove lo mettiamo tutto questo, dove mi ci metto io in tutto ciò?
Lasciar andare, di fronte a tutto questo bene, a tutta questa immensità, è assai complesso, mi sembra quasi impossibile: come mi puoi chiedere di rallegrarmi per la tua perdita, ora che ti ho trovato? Come posso non esserne intimorita, terrorizzata, rattristata? Pecco di umanità, di enorme e fragile di fronte a quello che invece ha tutta l’aria di essere un Amore divino, non misurabile con parole o fatti di questa terra, nato senza essere nemmeno nato, incapace in alcun modo di spegnersi, per lo stesso principio. Mi parli di pace, quella pace che, mi dico, si può trovare solamente nella reale e incondizionata fiducia. Sta a me trovarla, riconoscerla, adagiarmi in essa, mentre rimango piena del tuo amore, il vero motore di ogni mia azione, anche della più difficile da compiere.

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