La giornata di domenica 29 novembre

«Quando possiamo vederci? Facciamo qualcosa come un brainstormig? Io ti racconto e tu mi aiuti a focalizzare le questioni da presentare all’avvocato. Sai, mi stanno aspettando i pescecani». È Olga, tanta vita sulle spalle e troppa nella testa, così tanta da farla scoppiare. A quarantasei anni conta di laurearsi. Ancora pochi mesi e dovrebbe farcela, se la testa non torna a scoppiare. Non la può comandare da tanto tempo ormai, da quando, ragazza, la famiglia l’ha rifiutata, ripudiata e ingannata. Da allora è stata una voragine a risucchiarla, un buco nero, un dolore inestinguibile. Qualche breve periodo di serenità riesce a trovarlo, ma poi è tutto e solo un baratro.
Vive rincorrendo un passato perduto per ripulirlo e ricostruirlo. Così ha fatto con le figure dei genitori: li ha resi umani, ma irriconoscibili. Cos’altro poteva fare? Anche la sua vita ha bisogno di radici.

La giornata di domenica 29 novembre

«Quando possiamo vederci? Facciamo qualcosa come un brainstormig? Io ti racconto e tu mi aiuti a focalizzare le questioni da presentare all’avvocato. Sai, mi stanno aspettando i pescecani». È Olga, tanta vita sulle spalle e troppa nella testa, così tanta da farla scoppiare. A quarantasei anni conta di laurearsi. Ancora pochi mesi e dovrebbe farcela, se la testa non torna a scoppiare. Non la può comandare da tanto tempo ormai, da quando, ragazza, la famiglia l’ha rifiutata, ripudiata e ingannata. Da allora è stata una voragine a risucchiarla, un buco nero, un dolore inestinguibile. Qualche breve periodo di serenità riesce a trovarlo, ma poi è tutto e solo un baratro.
Vive rincorrendo un passato perduto per ripulirlo e ricostruirlo. Così ha fatto con le figure dei genitori: li ha resi umani, ma irriconoscibili. Cos’altro poteva fare? Anche la sua vita ha bisogno di radici.
Passeggio in centro, alzo gli occhi, guardo su. Ah sì, ecco il palazzo di proprietà dei suoi, i numerosi appartamenti, i negozi e i locali alla moda. Era tutto regolato da contratti e canoni di locazione che i genitori conoscevano a menadito: ricordavano a memoria l’ammontare del deposito cauzionale del tale inquilino, le modalità di pagamento dell’altro e la scadenza dell’ultimo contratto d’affitto. A distanza di tanti anni risento ancora la brutalità con cui si scagliavano contro il locatario inadempiente e i governanti, che disponevano l’abbattimento delle barriere architettoniche: solo perdite e spese che riducevano i guadagni.
Erano molte le proprietà e tutte da gestire. Ci sono ancora. Sono il frutto di tanto lavoro: la famiglia era un’impresa: comprava e vendeva. Unico scopo era il guadagno. Sola ragione di vita rimpinguare le casse, investire il denaro, costruire, affittare, incassare. Progettare, costruire, affittare e ancora incassare. Olga fin da giovane sentiva e manifestava il bisogno dell’affetto di mamma e papà. Come tutti i bambini prima, e gli adolescenti poi, anche lei rivendicava la presenza dei genitori, la loro dedizione e il loro tempo. Il tempo. Non c’era tempo per lei, né per i suoi fratelli. Il tempo è denaro, le si insegnava. Chi avanzava qualche perplessità sulla opportunità di queste scelte o dichiarava il bisogno di altro era fuori. Non veniva cacciato via fisicamente, no. Ma perdeva il diritto di essere parte della famiglia. Il collante del gruppo era l’asservimento al dio denaro, meritevole di tutta la forza e l’audacia di cui il gruppo disponeva.
«Risollevatevi e alzate il capo». La Parola di questa prima domenica di avvento ci indica uno stile di vita nuovo, esigente e umanizzante. Ci chiama a riconsiderare i nostri impegni quotidiani e a contenere con forza le umane ambasce. D’altro canto, anche noi avvertiamo la necessità di liberarci da tutto ciò che ci opprime quotidianamente, ma viviamo una realtà frenetica, tracimante stimoli e fascinazioni, un mondo digitalizzato e superveloce che ci risucchia e toglie anche il tempo di pensare. Così ci succede anche di chiederci: «Siamo sicuri che la Parola intercetti questa nostra realtà postmoderna e informatizzata? Che risponda ai bisogni dell’uomo di oggi?». Olga è malata. Malata e sola. Vaga senza pace e forse senza meta alla ricerca di un’umanità perduta. La sua e quella dei suoi fratelli. E la Parola è qui, espressione di una saggezza più grande di noi. A difesa della nostra fragile e irrinunciabile umanità.

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