La giornata di giovedì 15 agosto

La solennità odierna ci spalanca il cuore verso l’oltre e ci immerge nella contemplazione del mistero che riguarda la vita di ogni battezzato. In Maria è realizzato il compimento della promessa di Gesù Cristo: il Risorto ci contamina con la sua risurrezione. Maria è la prima associata alla vittoria di Cristo sulla morte: concepita senza peccato, quindi la prima redenta, è anche la prima a gustare i frutti della risurrezione, come ci attesta la prima lettera ai Corinzi.

La giornata di giovedì 15 agosto

La solennità odierna ci spalanca il cuore verso l’oltre e ci immerge nella contemplazione del mistero che riguarda la vita di ogni battezzato. In Maria è realizzato il compimento della promessa di Gesù Cristo: il Risorto ci contamina con la sua risurrezione. Maria è la prima associata alla vittoria di Cristo sulla morte: concepita senza peccato, quindi la prima redenta, è anche la prima a gustare i frutti della risurrezione, come ci attesta la prima lettera ai Corinzi.
La liturgia di oggi si apre con il brano dell’Apocalisse. Questo libro fu scritto per incoraggiare e supportare i cristiani che vivevano sotto la grave persecuzione di Nerone e Domiziano. Con un linguaggio visionario, descrive in ogni sua pagina l’aggressione di Satana contro Cristo e quindi contro la sua chiesa. Questa lotta perdura, per questo non ci dobbiamo stupire né delle vessazioni né delle tribolazioni che affliggono la nostra vita. Il drago è sempre in agguato, ma non può divorare il bambino, figura del Messia; non può distruggere la grazia, perché Dio non manca di soccorrere la sua chiesa. La donna dell’Apocalisse simboleggia il popolo di Dio, sia l’antico Israele che la chiesa. Furono sant’Agostino e poi san Bernardo che videro in questa donna il simbolo di Maria. Proprio perché Maria è icona della chiesa, tutti i brani che riguardano la chiesa possiamo applicarli anche a Maria. Così un simbolo trascolora nell’altro.
La donna è vestita di sole, cioè ricoperta della luce divina che le toglie qualsiasi ombra di peccato, di menzogna. Ha la luna sotto i suoi piedi, cioè domina il tempo, le stagioni, la storia. È incinta, cioè sta nel momento difficile della gestazione, grida per le doglie: la chiesa perseguitata, i cristiani nel dolore, non raccontano un’agonia, ma l’avvento di un mondo nuovo. Tutta la sofferenza del mondo parla del travaglio del parto. E per quanto tutto sia doloroso e minacciato dalla presenza del drago, tutto giunge al suo compimento, come attesta il canto nel cielo: «Ora si è compiuta la salvezza…». È sempre incoraggiante scoprire che mentre sulla terra si combatte contro il maligno e si soffre, in cielo cantano, perché vedono la nostra vittoria con Gesù Cristo. Il vangelo ci mostra Maria che visita la parente incinta. Maria assunta in cielo è vicina a ciascuno di noi: ci visita e canta per noi la misericordia di Dio.

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