La giornata di giovedì 22 luglio

Maria di Magdala è là sotto la croce nell’ora estrema della vita di Gesù. Il terzo giorno dopo la morte, mentre è ancora buio, Maria viene al sepolcro.

La giornata di giovedì 22 luglio

Maria di Magdala è là sotto la croce nell’ora estrema della vita di Gesù. Il terzo giorno dopo la morte, mentre è ancora buio, Maria viene al sepolcro. Perché? In lei c’è desiderio di stare vicino al corpo morto di Gesù. Giunta alla tomba, vede la pietra rimossa e avvisa i discepoli, ma lei cerca incessantemente il suo Signore. Un amore persistente al di là della morte induce Maria a cercarlo, a soffrire perché non sa dove sia il suo corpo morto. Maria viveva grazie a Gesù: a lei è stato dato di vivere l’esperienza di risalire dall’ombra della morte, dal non senso, a una vita in cui si ama e si è amati. Interrogata dagli angeli di fronte alla tomba, si volta indietro, gesto simbolico che implica la rilettura della storia del rapporto con Gesù. Allora scorge un uomo che le rivolge una domanda non nuova: «Chi cerchi?». Maria è chiamata per nome, di nuovo, a credere e amare Gesù in modo altro. È la donna del desiderio talmente forte e tenace che consente solo a lei, rimasta sola al sepolcro, di poter vedere il Risorto, in una ricerca, tipicamente femminile, essenziale nel rapporto di amicizia tra uomo e donna, ma pericolosa per chi non sa capire l’amore con occhi puri. In quell’incontro Maria è resa apostola, inviata ai discepoli: all’origine della fede pasquale, dunque, vi è Maria di Magdala, una donna che ha creduto nel Signore Gesù e lo ha amato. L’incontro con Gesù aveva significato per lei guarigione e rinascita: da donna morta era stata rialzata da Gesù alla vita piena. Proprio Maria riunisce per prima in sé le condizioni per l’apostolato: ha seguito Gesù dalla Galilea, è stata testimone della sua morte, della sua sepoltura e ha visto il risorto ed è stata inviata da lui per una missione di testimonianza.

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