La giornata di giovedì 6 agosto

I tre discepoli hanno il privilegio di vedere anche il Gesù Dio, la sua natura divina, oltre al Gesù umano fino in fondo che già conoscono, con cui camminano e vivono. Hanno già visto miracoli, lo hanno sentito insegnare, ma stavolta la scena è ancora più sorprendente: vederlo come Dio, vedere due grandi profeti, fino a sentire la voce di Dio. Che faccia avranno fatto? Che emozioni avranno provato? Provare a immedesimarsi nei discepoli è più difficile proprio per l’eccezionalità che racconta. Anche il tempo è difficile da immaginare. Quanto sarà durata questa scena? Un minuto, un’ora? E poi tutto torna alla normalità, il nostro Gesù è soprattutto quello umano che vive, gioisce, soffre con noi. 

La giornata di giovedì 6 agosto

I tre discepoli hanno il privilegio di vedere anche il Gesù Dio, la sua natura divina, oltre al Gesù umano fino in fondo che già conoscono, con cui camminano e vivono. Hanno già visto miracoli, lo hanno sentito insegnare, ma stavolta la scena è ancora più sorprendente: vederlo come Dio, vedere due grandi profeti, fino a sentire la voce di Dio. Che faccia avranno fatto? Che emozioni avranno provato? Provare a immedesimarsi nei discepoli è più difficile proprio per l’eccezionalità che racconta. Anche il tempo è difficile da immaginare. Quanto sarà durata questa scena? Un minuto, un’ora? E poi tutto torna alla normalità, il nostro Gesù è soprattutto quello umano che vive, gioisce, soffre con noi. Questa scena grandiosa stimola la contemplazione. Dà pace e serenità, facendoci rimanere sospesi quasi in uno spazio-tempo parallelo.
Vivere il brano nella nostra quotidianità non è stato facile. Nella nostra vita abbiamo ritrovato un po’ della trasfigurazione in alcuni momenti di sosta e preghiera che ci siamo concessi, in cui contemplando la grandezza di Gesù abbiamo ricaricato le batterie e fatto propositi di come convertirci e cambiare un po’ la nostra vita. Sono stati momenti forti, decisivi, vissuti singolarmente o come coppia. Abbiamo sperimentato il respiro e la prospettiva grande che aprono e così cerchiamo di continuare a ritagliarci almeno un momento all’anno di famiglia. Come questi momenti passano veloci, e ci si ritrova nuovamente nella vita quotidiana a provare a metterli in pratica, così la scena della trasfigurazione in un lampo si dissolve e si scende dal monte. Questa è la conferma che la nostra vita da cristiani va vissuta in mezzo al mondo, senza estraniarsi.
Gesù si mostra trasfigurato solo a tre discepoli. In questo conferma la nostra libertà di credere in lui o no. Mostrarsi come Dio a tutti sarebbe stato un atto di forza, e avrebbe preteso dei fedeli devoti e sottomessi. Invece ci chiede di fidarci delle testimonianze e di quello che possiamo vedere del suo agire nella nostra quotidianità, quando qualcuno sceglie di cambiare strada, quando un periodo angosciante ha fine, quando i sogni si realizzano, o quando sentiamo conforto in momenti difficili. Certo, fidarsi non è facile. Troviamo un aspetto tranquillizzante in questo nella lettera di Pietro. Il fatto stesso che si senta di dover esplicitare che sta raccontando qualcosa che ha visto e udito ci fa capire come sia difficile mantenere e coltivare la fede nella natura divina di Gesù. La Quaresima e la Pasqua di quest’anno, vissuta senza poter vivere la messa domenicale, ci ha fatto sperimentare il bisogno che abbiamo di ascoltare la Parola per poter confermare continuamente la nostra fede.

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